Tavares: "Gessica non l'ho mai toccata nè la toccherei mai"

Il capoverdiano sul banco dei testimoni nel processo che lo vede imputato di stalking nei confronti dell'addestratrice di leoni marini

Riprende il processo che vede il capoverdiano Eddy Tavares accusato di stalking nei confronti di Gessica Notaro, l'addestratrice di le leoni marini poi aggredita e sfigurata con un liquido corrosivo episodio che vede lo stesso Tavares accusato di questo reato. L'udienza si è aperta con la testimonianza di Loredana Botturi, zia della vittima, che aveva conosciuto l'imputato in occasione della relazione del capoverdiano con la Notaro. La donna ha raccontato che, durante il rapporto con Tavares, la nipote soffriva di attacchi di panico. È poi toccato a Renato Ariatti, psicologo, che ha analizzato il capoverdiano per conto del pubblico ministero. La cartella clinica di Tavares, arrivata dalla Casa Circondariale di Forlì, è stato il punto di partenza per il docente. L'imputato è stato collaborativo e, per oltre 90 minuti, ha voluto raccontare la propria vita. "Un tratto di personalità - ha spiegato Ariatti - sul versante istrionico e narcisista. Consapevole di essere bravo in alcuni campi della sua vita e nei suoi rapporti con le donne. Di come tende ad agire in maniera impulsiva in alcuni casi ma che non ha fatto emergere disturbi della personalità. Gli stessi psicologi del carcere hanno evidenziato, nei loro rapporti, queste problematiche. Ho trovato una persona che è in grado di fornire una linea difensiva e di fare progetti per il futuro escludendo, così, intenti autolesionisti seri. Non ho trovato, alla fine, elementi che possano indicare la sua incapacità di intendere e volere al momento degli episodi che lo vedono imputato".

"La fine della nostra storia - ha spiegato Tavares nella sua testimonianza - è stata dovuto alla gelosia di Gessica. Lei era ossessionata da me e io, finita la relazione, non sono più uscito. Non è assolutamente vero che avevo una relazione con la fidanzata di Allen: lui era un mio amico e, per me, era una cosa inconcepibile. Gessica voleva una famiglia da me ma, allo stesso tempo, gli altri mi dicevano che aveva una relazione con Allen. Quando ci siamo lasciati è stato, per me, un periodo brutto e, comunque, cercavo di chiamarla per parlarle. Poi volevo picchiare Allen, con il parapiglia che è successo al Delfinario di Rimini, e da lì è arrivato il provvedimento di ammonimento che mi imponeva di non avvicinarmi a Gessica".

"Lei, però, continuava a cercare di parlarmi attraverso altre persone - ha proseguito il capoverdiano. -  Capitava, inoltre, che ci incontrassimo nei locali che frequentavamo di solito. All'inizio lei voleva tornare con me, e continuavamo a vederci tanto che è capitato di dormire insieme abbracciati sul divano. Lei sapeva che avevo altre donne e mi diceva che, fino a quando non mettevo la testa a posto, non sarebbe tornata con me. Poi ho scoperto che la ragazza che frequentavo aspettava un figlio da me e, allo stesso tempo, Gessica si era fidanzata con Allen. La sera del 10 gennaio 2017 (quella dell'aggressione alla Notaro, ndr) sono stato a girare in auto e poi, a cena, con Jennifer. Tra le 21 e le 23, sono andato al Villaggio 1 Maggio a cercare i ragazzi, poi ho fatto un giro per il centro storico mentre aspettavo il messaggio di Isabella per sapere se veniva a Rimini o no". 

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