A Coriano in arrivo 17 profughi, il sindaco: "Piccoli comuni in difficoltà"

Così il sindaco: "Siamo perplessi sulle modalità adottate e sugli strumenti che comuni della nostra dimensione hanno per gestire qualsiasi situazione fuori dall'ordinario, mettendo così ancora più in difficoltà l'azione di governo dei piccoli e medi comuni"

L'amministrazione comunale di Coriano ha incontro martedì la presidente dell'associazione Ardea di Rimini, risultata aggiudicataria del bando indetto dalla Prefettura di Rimini per l'affidamento del servizio di accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale. "Abbiamo convocato l'incontro non appena giunta la notizia del trasferimento avvenuto nella struttura nel nostro Comune - esordisce il sindaco Domenica Spinelli -. La trattativa avvenuta appunto tra Prefettura e associazione non prevede obbligo del coinvolgimento delle amministrazioni anche se da parte nostra ciò sarebbe auspicabile".

"Già un anno fa, infatti, un’altra associazione, dimostrando sensibilità nei confronti degli amministratori, aveva chiesto un incontro preventivo, dal quale erano emerse alcune controindicazioni alla locazione presso un privato del nostro comune, così da far ritenere questa soluzione poco applicabile - prosegue il primo cittadino -. In questo primo incontro di conoscenza abbiamo espresso tutte le perplessità che ci giungono dai nostri cittadini in merito a queste esperienze e ci siamo riservati di aggiornarci per entrare più nello specifico del progetto che comunque ci è stato presentato come articolato ed organizzato".

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Il sindaco specifica che "saranno trasferiti in Via del Sole 7G a Cerasolo di Coriano, 17 stranieri richiedenti asilo (12 dal Bangladesh, 1 dalla Somalia e 4 dal Ghana) seguiti da 3 educatori. Certi della necessità di accogliere, da parte del nostro Paese, chi si trova nella condizione di rifugiato, siamo però perplessi sulle modalità adottate e sugli strumenti che comuni della nostra dimensione hanno per gestire qualsiasi situazione fuori dall’ordinario, mettendo così ancora più in difficoltà l’azione di governo dei piccoli e medi comuni. Ci chiediamo se esiste, il modo di valutare fino a che punto un luogo sia nelle possibilità e nelle capacità di ben accogliere e quale siano le soluzioni studiate al raggiungimento di questo limite".

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