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Profughi e i richiedenti protezione internazionale al lavoro come volontari

Una trentina quelli entrati nei vari comitati CiViVo di Rimini, Morolli: "Obbiettivi condivisi e precedenti positivi sono il migliore auspicio verso questo progetto di buona accoglienza"

Sono circa una trentina i profughi e i richiedenti protezione internazionale che sono transitati fino ad oggi in progetti di servizio volontario alla collettività tramite l'inserimento in una decina di comitati Ci.Vi.Vo (Civico, Vicino, Volontario) del Comune di Rimini. L'obiettivo è trasformare questa esperienza da occasionale a strutturale, aumentandone esponenzialmente numeri e portata, con un duplice vantaggio, alla collettività e ai profughi stessi. Il solo inserimento di tre persone in ognuno dei 65 Civivo attivi in questo momento a Rimini, e impegnati in attività di volontariato su manutenzioni ordinarie, pulizia di parchi e scuole, iniziative di sostegno alla cultura e all’educazione, porterebbe a coinvolgere 200 profughi. Un’idea e un progetto concreti, condivisi ieri pomeriggio nell'incontro avvenuto tra il Comune di Rimini (rappresentato dagli assessori alla protezione sociale, Gloria Lisi, ai rapporti con il territorio, Mattia Morolli, e alla sicurezza, Jamil Sadegholvaad) le associazioni e le cooperative che gestiscono l'accoglienza dei profughi e dei richiedenti protezione internazionale nei progetti CAS (centri di accoglienza straordinaria) e SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati).

Un obbiettivo che andrebbe a potenziare la “buona accoglienza” tramite servizi volontari alla collettività da parte di profughi e richiedenti protezione che, a loro volta, avrebbero così la possibilità di accrescere competenze e conoscenza della lingua e del contesto locale.La presenza dei profughi nei Ci.Vi.Vo è particolarmente attiva nei servizi di manutenzione nelle scuole, nella cura del verde, in interventi di prossimità nelle strade e negli spazi dei quartieri.

“Obbiettivi condivisi e precedenti positivi - è il commento dell'assessore Mattia Morolli – sono il migliore auspicio verso questo progetto di buona accoglienza dei profughi e richiedenti protezione. La sperimentazione nelle nostre scuole ha generato l'idea di strutturare questa esperienza pilota, allargandola ad altri contesti in tutti i quartieri e le zone della città. Un modo virtuoso di intendere l'accoglienza e di inserirsi in una comunità, quella riminese, molto attenta e disponibile verso questi giovani e volenterosi ragazzi. Una sorta di modello locale di accoglienza virtuosa - in un quadro nazionale non sempre impeccabile da questo punto di vista – frutto della condivisione operativa del Comune con le associazioni e le cooperative in prima fila nell'accoglienza. L'incontro di ieri è stato un primo passo di un percorso che entrerà a breve nei dettagli più operativi”


 

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