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Profughi, le Sardine raccolgono coperte per la Bosnia: Rimini dona e avvia una raccolta fondi

I tir carichi di indumenti e coperte pesanti saranno destinati al ristoro dei profughi bloccati in Bosnia, lungo la rotta balcanica, nel pieno di un inverno con temperature molto rigide

Un grazie a Rimini per la preziosa collaborazione. Anche il gruppo 6000 Sardine Rimini esprime gratitudine per tutti coloro che hanno donato coperti e indumenti per i profughi in Bosnia. Una raccolta portata avanti in città con la collaborazione di Cgil. "Non appena termineremo di inscatolarli, partiranno per la Bosnia. Lanciamo un ultimo appello di solidarietà: abbiamo bisogno ancora di tanti scatoloni. Chiunque ne abbia o sappia dove reperirli, può contattarci", scrivono sulla pagina facebook del gruppo.

Venerdì infatti i tir carichi di indumenti invernali e coperte pesanti saranno destinati al ristoro dei profughi bloccati in Bosnia, lungo la rotta balcanica, nel pieno di un inverno con temperature molto rigide. Il carico partirà dal porto di Ancona alla volta della Bosnia. Le scatole sono state riempite grazie all'iniziativa del movimento delle Sardine, in collaborazione con la Cgil Marche, l'associazione Stay Human e l'aiuto della Croce Rossa italiana e l'Esercito. L'obiettivo delle 6.000 Sardine non è solo quello di "intendiamo fornire a queste popolazioni ogni supporto possibile dal punto di vista materiale per aiutarle a superare l'inverno" ma anche "rivolgere un appello al mondo politico italiano ed europeo perche' si faccia carico del problema", spiega Adriano Dossi, portavoce delle Sardine. La merce è stata raccolta in queste settimane in diverse città d'Italia, fra cui appunto Rimini, ma anche Pesaro, Fano, Urbino, Civitanova Marche, Rimini, Lecce, Andria, e Pavia.

La pandemia "congela il mondo e la crisi politica complica la situazione in cui grava l'Italia ma appena di fronte alle nostre coste adriatiche un folto gruppo di persone lotta per la sopravvivenza- spiegano le Sardine in una nota- sono bengalesi, pakistani, afghani, curdi, siriani. In un mondo in cui la distribuzione della ricchezza non sembra mai avere lo stesso peso quanto ne hanno i processi di produzione; di queste persone vediamo i loro corpi sotto la neve e possiamo solo immaginare la loro esperienza di sopravvivenza con l'aiuto dell'associazionismo e inizialmente, della popolazione bosniaca".

Inoltre, a Rimini Incontri del Mediterraneo, in collaborazione con la Banca Malatestiana e la ditta Petroltecnica hanno deciso di unire le forze per lanciare una campagna di raccolta fondi da impiegare per l’acquisto di: una cucina da campo per la preparazione di mille pasti al giorno e il relativo acquisto di cibo; 1000 kit igienico/sanitari da distribuire ai migranti dei campi, dove manca acqua e luce. Il totale per un importo complessivo di 6.000 euro, da raccogliere entro il 15 febbraio.
I fondi verranno inviati e gestiti dall’Associazione IPSIA BIH Acli/Caritas, che operano sul campo, in collaborazione con la Croce Rossa di Bihac. Per maggiori informazione scrivere a: incontridelmediterraneo@gmail.com

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