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“Borgo Gentile”, l'ex stamperia comunale si trasformerà in “emporio sociale”

“La scelta di utilizzare spazi pubblici ad oggi inutilizzati – è il commento di Gloria Lisi, vicesindaco del Comune di Rimini – per attività sociali va nella direzione di promuovere forme innovative di welfare, coinvolgendo attivamente le realtà del territorio"

Riconvertire parte del patrimonio comunale attualmente indisponibile per scopi sociali. Con questo intento la Giunta del Comune di Rimini ha approvato la realizzazione del progetto “Borgo Gentile”, per la cui realizzazione ha messo a disposizione i locali dell'ex stamperia ed ex archivio comunale di via De Warthema, e sessantamila euro per le spese di ristrutturazione dei locali. Il progetto “Borgo Gentile”, che vede la partecipazione dei soggetti del terzo settore, nasce dalla consapevolezza di dover adottare, al fianco delle più tradizionali forme di welfare, anche strumenti nuovi, innovativi e inusuali.

Tra queste la coprogettazione e realizzazione di un vero e proprio “emporio sociale” per favorire il potere di acquisto di quelle famiglie più colpite dalla crisi economica e dalla perdita del lavoro e, dunque, con maggiori difficoltà anche semplicemente per poter fare la spesa e gestire la quotidianità. L’attività dell’emporio sarà poi integrata con altre iniziative come la promozione degli acquisti da produttori a “Km. 0”, laboratori artigiani, attività di promozione dell’agricoltura biologica, servizi di consulenza periodica  di un legale per offrire informazione e tutela sul tema dei diritti dei consumatori.

A fianco a questi servizi, “Borgo Gentile” intende inoltre,  tramite una rete tra soggetti istituzionali, imprenditoriali e del terzo settore, favorire e sostenere sul territorio la realizzazione di start up di nuova impresa. “La scelta di utilizzare spazi pubblici ad oggi inutilizzati – è il commento di Gloria Lisi, vicesindaco del Comune di Rimini – per attività sociali va nella direzione di promuovere forme innovative di welfare, coinvolgendo attivamente le realtà del territorio. In questo caso si tratta di una vera e propria coprogettazione con il terzo settore, in grado di rispondere in maniera diversa all'impoverimento delle famiglie più colpite dalla crisi; una sperimentazione che, in aggiunta ai servizi più tradizionali di assistenza, vuole non solo offrire aiuto ma anche promuovere e sostenere l'auto imprenditorialità”.

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