Sederi e peni in erezione di Cattelan per promuovere l'immagine di Rimini

Le opere che Toilet Paper-Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari hanno voluto associare e dedicare a Rimini offrono alla città la possibilità di interpretarle in un gioco di rimandi, allusioni, metafore, capovolgimento di senso e ironie

Per tutta l’estate, sino al prossimo 30 settembre, la città si popolerà dei grandi manifesti ideati dal più celebre e discusso artista contemporaneo italiano, insieme a Pierpaolo Ferrari e al team di Toiletpaper: cartoline che Rimini spedisce a sè stessa mettendo a nudo i suoi simbolismi, i suoi plus e le sue contraddizioni, i punti di contatto e di divergenza fra immaginario e realtà. Il progetto è appositamente studiato per la città ed è curato da Maria Cristina Didero. Per l'operazione, l'Amministrazione comunale di Rimini ha speso 35mila euro per affiggere sui monumenti simbolo della città foto di natiche al vento e peni in erezione.

"Sinceramente suggerirei di ignorare la cosa - è stato il commento di Vittorio Sgarbi - perchè la volontà di Cattelan è proprio quella di suscitare delle reazioni come nel caso dei manichini di bambini impiccati agli alberi. Se uno vuole censurare la cosa, di fatto da credibilità a una vicenda che non ha senso legittimare. Ritengo che queste opere possano relegarsi a una provocazione vacanziera e, il lasciar perdere, evita che si possa montare un caso nazionale. D'altro canto, chi ha voluto esporre le realizzazioni di Cattelan credo che si aspettasse proprio un ritorno mediatico dalle polemiche che ne sarebbero nate".

L'OPPOSIZIONE: 'GNASSI HA PERSO IL CONTROLLO CON LA REALTA''
"Non possiamo esimerci, come Partito, da un commento alle installazioni delle opere d'arte (con la "a" volutamente minuscola) di Maurizio Cattelan volute dal Sindaco Gnassi - spiegano da Forza Italia in un comunicato di Giulio Mignani. - Questo il commento del Sindaco: 'Cattelan ha percepito il cambiamento di Rimini e per questo e in questo senso ‘l’ha scelta’. La forza dell’arte è che consente ad ogni testa, ad ogni occhio, ad ogni cuore, insomma ad ognuno di noi di interpretare l’opera stessa, di interpretare l’opera ed il contesto che la ospita'. Visto l'invito ad interpretare, ci proviamo e non riusciamo a darci migliore spiegazione del fatto che Cattelan abbia trasposto in immagini il degrado nel quale versa la Città. Non riuscendo, evidentemente, ad invertire la china di una Rimini che mostra evidenti segni di declino, si è giocato il tutto per tutto: il degrado, a Rimini, lo abbiamo incorniciato. Gnassi, quando accosta Cattelan a Leon Battista Alberti che aveva ricoperto la antica chiesa di San Francesco, trasformandola nel Duomo, dimostra di avere definitivamente perso ogni contatto con la realtà. Artistica e amministrativa".

"L'elogio dello sballo - prosegue Mignaniè ormai diventato l'unico filo conduttore di una politica degli eventi che punta alla quantità e alla provocazione, anzichè prediligere la qualità e l'interesse. Sarà anche solo una 'provocazione estiva', come ricorda Vittorio Sgarbi, ma lo scherzetto ci è costato 35000 euro, dei quali non mancheremo di chiedere giustificazioni in tutte le sedi opportune. La buona notizia è che il 30 settembre questo obbrobrio sparirà. A Riccione, cittadini, turisti e commercianti hanno chiesto di prolungare gli eventi organizzati dall'Amministrazione e ci permettiamo di dubitare che succederà lo stesso anche qui. Piccola nota: l'azienda che ha prodotto l'opera si chiama "Toiletpaper", in italiano 'carta igienica'. Se lo dicono loro".

Nel comunicato stampa che accompagna la presentazione delle opere dell'artista si spiega che Rimini è la città in cui, nell’immaginario collettivo, gli estremi si sovrappongono. La frenesia della stagione turistica lascia il posto al lungomare d’inverno; le feste e le discoteche agli eventi culturali; poi l’estate immaginata, gonfia di bellezza e desiderio, sfuma nella realtà della villeggiatura affollata e odorosa di crema solare. C’è Fellini e c’è la piadina. C’è una città che, nell’ultimo secolo, a ogni bivio della storia ha saputo imprimere un’accelerazione, che spesso ha giocato di anticipo con tendenze e costumi dell’Italia via via del boom, dei favolosi anni Sessanta, della congiuntura, dell’austerity, degli anni Ottanta e Novanta sino ad oggi, alle prese con un deciso cambiamento.

Maurizio Cattelan, l’artista più quotato e provocatorio oggi in Italia, è l’interprete perfetto per una città così carica di attese, spunti, simbologia. Dal 2010 Cattelan porta avanti con Pierpaolo Ferrari la rivista Toiletpaper, che è stata celebrata in tutto il mondo per l’ironia delle sue immagini graffianti e seducenti, un ibrido fra arte contemporanea ed estetica pubblicitaria. Dagli archivi di Toiletpaper Cattelan e Ferrari hanno selezionati otto scatti potenti e allusivi che catturano i significati simbolici di Rimini, in una narrazione inedita tra nobiltà e criticità dell’Italia intera. Dal 1 luglio al 30 settembre appariranno su billboard nei luoghi cruciali per l’identità cittadina a comporre un ritratto disseminato in cui Rimini è sia contenitore che protagonista.

“Il ricco immaginario di Rimini - con la bulimica compresenza di antichità e modernità, di tradizione e novità, di velocità e lentezza, con le mille sfaccettature del mare, della campagna, delle atmosfere circensi, del cosmopolitismo e insieme di un sano legame con le radici - è uno stimolo ineguagliabile per la cultura contemporanea - ha affermato Didero -. Questo progetto pubblico è un’occasione straordinaria per guardare a tutta la complessità della città attraverso lo sguardo pungente di Toiletpaper di Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari. Toiletpaper ha saputo proiettare le icone di Rimini in un immaginario di contrasti e cortocircuiti: con la loro visionarietà Cattelan e Ferrari hanno fornito alla città di Rimini un nuovo punto di vista sulla realtà”. Le immagini saranno esposte in piazzale Cesare Battisti, al Ponte di Tiberio, all’Arco d’Augusto, in piazzale Fellini, alla Ruota panoramica del Porto Canale, in piazzale Toscanini, a Castel Sismondo e al cantiere del Teatro Galli. Saranno diffuse anche attraverso il servizio di pubbliche affissioni ordinario, moltiplicandone il potere evocativo come un autoscatto in una galleria degli specchi.

"Rimini non ha scelto Cattelan né Cattelan ha chiesto a Rimini - ha esordito il sindaco Andrea Gnassi -. Ci siamo trovati, forse grazie alla curiosità e al coraggio reciproco. In un momento storico in cui la città cambia (no cemento, grandi motori culturali al posto di quelli immobiliari), Rimini ha incrociato il più discusso e controverso degli artisti mondiali che ha puntato il suo sguardo verso una città dalle mille interpretazioni e contraddizioni. Cattelan ha percepito il cambiamento di Rimini e per questo e in questo senso ‘l’ha scelta’. La forza dell’arte è che consente ad ogni testa, ad ogni occhio, ad ogni cuore, insomma ad ognuno di noi di interpretare l’opera stessa, di interpretare l’opera ed il contesto che la ospita. In definitiva ognuno di noi ha un suo angolo di lettura".

Ha proseguito il primo cittadino: "Niente come l’arte contemporanea, con le sue allusioni, visioni, metafore, il suo rompere codici estetici consolidati, sa esprimere il senso della modernità e dunque delle città in movimento. Il Duomo di Leon Battista Alberti non andò ad ‘offendere’, ricoprendola di simboli ambigui, la più antica Chiesa di San Francesco? Caravaggio non fu forse ripudiato dalla committenza quando dipinse una figura sacra prendendo a modello una prostituta morta affogata nel Tevere? Lo stesso teatro Galli non andò a rompere traumaticamente l’armonia di una piazza d’armi? Oggi giornalisti, fotografi, media, blogger di tutto il mondo, incuriositi dall’opera di Cattelan, scoprono Rimini città romana (opere al ponte di Tiberio e all’arco d’Augusto); Rimini oggetto di un grande cantiere teatrale dopo 70 anni di nulla e di macerie, vera e propria zavorra per la nostra comunità; le contraddizioni e le ipocrisie di una città che esattamente 30 anni fa contestava ferocemente Tondelli per la sua descrizione di Rimini quale Nashville o Las Vegas italiana, salvo oggi rimpiangerlo perché ‘allora eravamo il centro del mondo’; di una città persino costretta a vivere con il peso di un machismo greve, rimpianto e anche tollerato (c’erano anche i concorsi in cui si davano i punteggi alle donne)".

"Queste sono mie, personali suggestioni, tra le tante, nel caleidoscopio delle interpretazioni, nessuna delle quali definitiva - ha aggiunto Gnassi -. In questo senso chi sta a Rimini oggi è fortunato: perché nel mondo si parlerà di Rimini, e Rimini stessa dibatterà sul linguaggio dell’arte, sulla irruzione dell’arte contemporanea nella storia della città, nella sua carne viva. Si discuterà d’arte nel mondo e in Italia grazie a Rimini. In un’Italia in cui si dibatte solo di calciomercato e rancori. Si discuterà di cultura e della sua potenza, con la leggerezza di un altro simbolo, questo tutto balneare, riminese: una cartolina. Cartoline appunto. E chi nella vita, andando in vacanza, non ha mai spedito una cartolina? Ce n’erano e ce ne sono di tutti i tipi: hanno monumenti, paesaggi, bellezze, spesso ironiche, irriverenti, imbarazzanti, scherzose, ambigue, metaforiche. Oggi Rimini evoca, racconta i suoi paesaggi urbani, i suoi cambiamenti, con la semplicità, l’ironia e la forza di cartoline fatte da uno dei più grandi artisti del mondo".

L'IDEA
Rimini è sinonimo di gioia e vitalità. Nell’immaginario collettivo, la città romagnola è un'infinita spiaggia sabbiosa, punteggiata da ombrelloni e lettini colorati, sovrappopolata di turisti durante la stagione estiva, quasi disabitata d’inverno. Sinonimo di divertimento e spensieratezza, economia, tradizione e storia. Un luogo che contiene Fellini, la spiaggia più organizzata d’Europa, sacro e profano, discoteche e raduni religiosi. Nel centro storico regna il Duomo di Leon Battista Alberti e poco lontano l'Hotel Duomo di Ron Arad. Ci sono le villette stile Mies van Der Rohe sulla collina di Covignano. Pier Vittorio Tondelli ha scritto un libro su Rimini, sull’atmosfera unica che questa città sa condividere con chi la abita e chi la visita per le vacanze estive, capitale indiscussa di quello che un tempo si chiamava villeggiatura.

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IL PROGETTO - Per la prima volta una città italiana viene messa, idealmente, in posa, per essere ritratta da un artista che fa della ricerca estetica e comunicativa il veicolo principe di uno scardinamento del linguaggio visivo. I muri e i luoghi urbani saranno idealmente trasformati nelle pagine di un numero unico di una possibile rivista d’arte, attraverso la composizione inedita di otto immagini, che insieme daranno vita a una narrazione unica, disseminata nella città. Rimini sarà così il tema e il contenitore open air di un progetto originale e d'avanguardia dedicato al tema dell’identità. Le opere che Toilet Paper-Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari hanno voluto associare e dedicare a Rimini offrono alla città la possibilità di interpretarle in un gioco di rimandi, allusioni, metafore, capovolgimento di senso e ironie.

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