Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Pronto soccorso, gli infermieri: "Vanno ridotti gli accessi, il sistema può migliorare anche con noi"

La proposta del presidente Nicola Colamaria: "La direzione deve essere quella di creare valide alternative al pronto soccorso, anche investendo sulle competenze infermieristiche che il sistema 118 già esprime"

Dopo la posizione dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri della Provincia di Rimini per via di personale medico sotto organico e delle criticità in corso ai Pronto Soccorso, il presidente dell’Ordine delle Professionisti Infermieristiche di Rimini Nicola Colamaria interviene dando un segnale di apertura all’Ausl Romagna. Proponendo delle iniziative con il coinvolgimento del personale infermieristico. “Il sistema 118 della Provincia di Rimini che ha da sempre investito sulla professione infermieristica è perfettamente in grado, in sinergia con la componente medica, di fornire una risposta alternativa al pronto soccorso per le urgenze minori che, giova ricordarlo, rappresentano una percentuale non trascurabile degli utenti che richiedono l’intervento del 118 e che affollano poi le sale d’attesa – scrive Colamaria -. Se appare inevitabile la soluzione adottata dall’Azienda Usl della Romagna di chiedere il supporto dei medici ospedalieri per il pronto soccorso, la direzione deve però essere quella di creare valide e sostenibili alternative territoriali al pronto soccorso, anche investendo sulle competenze infermieristiche che il sistema 118 riminese già esprime”.

Con questo approccio l’ordine degli infermieri chiede “di sviluppare un’ulteriore sinergia tra le professioni e le organizzazioni per creare percorsi ad hoc a beneficio degli utenti che, sottoposti a valutazione di triage da parte dell’infermiere del 118, possono essere presi in carico dal medico di famiglia o dal medico di continuità assistenziale (ex Guardia medica) con l’obiettivo di ridurre ulteriormente, quando possibile, gli accessi in pronto soccorso, principalmente durante gli orari notturni e nei festivi”, dice il presidente Colamaria.

“Costruito il percorso e condivisi i ruoli, la valutazione sanitaria garantita a domicilio dall’infermiere del 118 si potrebbe concretizzare, come avviene peraltro in caso di infarto, ictus e trauma, con un confronto con il medico di riferimento (in questo caso quello di famiglia o della continuità assistenziale) che potrebbe tradursi in una teleconsulenza, in una visita medica a domicilio con un’eventuale prescrizione farmacologica o richiesta di consulenza specialistica oppure nel trasporto al pronto soccorso”.

“Il nostro ordine professionale – conclude il presidente -, ritiene che la professione infermieristica possa garantire il proprio tangibile contributo in questa delicata fase che vede i dipartimenti di emergenza in severa sofferenza, proprio nel periodo di maggiore stress legato all’elevato afflusso turistico”.

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