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Prostituzione, Gnassi: "Un'arma in meno per le forze dell'ordine"

"Il provvedimento con il quale l'autorità giudiziaria ha stabilito che l'esercizio della prostituzione, ancorché reiterato, non costituisce motivo di turbamento dell'ordine pubblico lascia disorientati".

“Non c’è dubbio che il provvedimento con il quale l’autorità giudiziaria ha stabilito che l’esercizio della prostituzione, ancorché reiterato, non costituisce motivo di turbamento dell’ordine pubblico lascia disorientati. - lo afferma il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi -  I provvedimenti dell’autorità giudiziaria vanno rispettati e applicati sempre. Ma è altrettanto innegabile che il problema c’è rimane ed è grave e che dopo questo provvedimento la lotta contro la prostituzione da parte delle Forze dell’ordine e della Polizia municipale ha un’arma in meno”.

Evidentemente il provvedimento di Questore e Prefetto nasceva dalla convinzione e dalla consapevolezza, guardando i fatti concreti, che l’odierno fenomeno della prostituzione per come si esprime ha conseguenze sull’ordine pubblico e la sicurezza nella nostra città.  La mia opinione, che non credo isolata, - continua Gnassi - è che tra racket gestiti dalla criminalità, sfruttamento della persona, in qualche caso riduzione in schiavitù, occupazione e “attività” su marciapiedi e strade la prostituzione non possa essere considerato un fenomeno minore. Qualche settimana fa dopo sopralluoghi sul posto fatti con Forze dell’ordine e Comune abbiamo provveduto a recintare un passaggio pedonale a ridosso di un luogo centrale di un tratto di lungo mare dove impunemente davanti agli occhi di tutti si praticava sesso a cielo aperto. A un sindaco i cittadini rilevano questo. La mattina ritrovo zone dove c’è allarme sociale per la prostituzione”.

“Ha attinenza con l’ordine pubblico un fenomeno che può spingere la gente, (certo sbagliando!), a organizzarsi con il “fai da te” davanti ad atti osceni in luogo pubblico, degrado, arroganza e sfruttamento? Non è forse con un chiaro strumento che da la possibilità di intervenire fattivamente contro la prostituzione che si previene anche l’esasperazione che potrebbe portare qualcuno a pensare che siano utili le ronde?  - si chiede il sindaco - Ai sindaci, agli amministratori in genere, i cittadini rilevano come, da un lato vi è il giusto rigore nel fare rispettare la legge per chi ha attività imprenditoriali e commerciali, dall’altro lato invece la prostituzione appare di fatto impunita e impunibile di fronte alle stesse attività imprenditoriali. A un sindaco e alle  forze dell’ordine viene chiesto di saper rispondere anche a questo”.

 
“Con la Polizia Municipale noi siamo attivi applicando il regolamento di Polizia Urbana con in interventi volti a combattere  la prostituzione colpendo la domanda, cioè sanzionando i clienti. Sono circa 40 le sanzioni da mille euro già elevate dalla PM, mentre sono una decina le denunce per atti osceni in luogo pubblico e un centinaio i fogli di via.  Oggi non possiamo che confermare la nostra massima attività e attenzione nel reprimere la prostituzione, ma auspichiamo anche che nel più breve tempo possibile ci siano gli strumenti legislativi per colpire l’offerta dato che, per come è oramai da tempo, la prostituzione crea chiaramente problemi di ordine pubblico.  Senza tali strumenti le armi per combatterla resteranno spuntate e neanche il susseguirsi di fogli di via comminati uno dietro l’altro sono efficaci.”, conclude Gnassi.

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