Padri divorziati, la protesta dilaga davanti al tribunale

Si allarga la protesta dei “padri divorziati”, che da Rimini sta raccogliendo adepti anche da altre città. Il sostenitore di questa battaglia da 18 giorni manifesta davanti al Tribunale di Rimini, da dove con un cartello manda un appello

Si allarga la protesta dei “padri divorziati”, che da Rimini sta raccogliendo adepti anche da altre città. Il sostenitore di questa battaglia da 18 giorni manifesta davanti al Tribunale di Rimini, da dove con un cartello manda un appello al ministro delle pari opportunità, Josefa Idem, a favore dei padri separati. Si tratta di un riminese di 52 anni che da oltre due settimane ha al collo un cartello con su scritto "padre separato, meglio morto che schiavo".

Venerdì l'interessato ha ricevuto il sostegno di altri padri divorziati che si sono sentiti discriminati dai giudici. Dalle 10.30 alle 12, una decina di papà separati, provenienti da Bologna, amici e simpatizzanti del 52enne riminese che da 18 giorni fa anche lo sciopero della fame, hanno manifestato davanti al Tribunale di Rimini, con cartelli e slogan per sensibilizzare l'opinione pubblica sul trattamento riservato ai padri nelle cause di separazione.

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