"Provocazione fascista", Cgil presa di mira da Forza Nuova in tutta la Regione

Il sindacato: "L'estrema destra, strumentalizzando le morti sul lavoro, attacca striscioni nelle nostre sedi per lanciare la propria sigla sindacale"

Nella notte tra martedì e mercoledì le sedi della Cgil, in diverse città d'Italia e della Romagna, sono state prese di mira dai militanti di Forza Nuova con un atto che, la sigla sindacale, definisce "di intimidazione e provocatorio". Anche sull'ingresso della sede di Rimini, infatti, è stato appeso uno striscione con la scritta "Non si può morire di lavoro", accompagnata dal simbolo di Forza Nuova. In una nota stampa, la Cgil sottolinea come "Meno di un mese fa Forza Nuova ha presentato il proprio sindacato, il Sinlai e questa notte ha orchestrato in diverse città d'Italia il suo lancio sul mercato. Naturalmente lo ha fatto alla maniera dell'estrema destra. Coperti dall'oscurità della notte, furtivamente, hanno attaccato i loro manifesti sulle porte delle sedi CGIL di alcune città, compresa Rimini, scegliendo come slogan le morti sul lavoro. Una strumentalizzazione bieca che tenta di addebitare al Sindacato, e in particolare alla CGIL, le tragedie che stanno macchiando con una lunga scia di sangue il lavoro nel nostro Paese. Sotto questo aspetto i primi mesi dell'anno sono stati terrificanti, tanti gli infortuni e più di 160 i morti sul lavoro. Cifre assurde, intollerabili che, per quanto riguarda la CGIL, hanno reso ancora più evidente la necessità di porre il tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro come una vera e propria emergenza nazionale. Tema che è stato anche al centro delle celebrazioni unitarie del 1° Maggio su tutto il territorio nazionale e che sarà oggetto di una specifica campagna di assemblee nei luoghi di lavoro nelle prossime settimane. I fattori che possono essere considerati come causa degli infortuni sono tanti e sono addebitabili alle distorsioni presenti in tanta parte dell'attuale mondo del lavoro, alla precarietà, alla mancanza di formazione professionale, allo sfruttamento. In altri casi, di fronte a questi ennesimi atti intimidatori dell'estrema destra, avremmo orientato la nostra condanna sulla componente più ideologica, antidemocratica e violenta che anima questi gruppuscoli il cui peso quasi nullo è stato, tra l'altro, messo ben evidenza nelle ultime elezioni politiche".

"Fermo restando tutto ciò - conclude la sigal sindacale - in questo frangente l'operazione ci sembra avere dei connotati diversi, ovvero un'operazione di marketing al solito odioso modo di Forza Nuova per pubblicizzare il novello sindacato. Resta il fatto che abbiamo denunciato l'accaduto, rispetto al quale chiediamo che sia fatta giustizia e chiediamo altresì che le Istituzioni locali esprimano pubblicamente la loro condanna a partire dal divieto di propagandare negli spazi pubblici idee di odio, intolleranza e violenza. Invitiamo la cittadinanza democratica e antifascista a partecipare il 2 giugno a Bologna alla manifestazione nazionale promossa da Anpi e dalle Organizzazioni firmatarie dell’Appello “Mai più fascismi”. Nel 1926, quando iniziò la dittatura fascista, le Camere del Lavoro furono assaltate e distrutte e i sindacati rappresentativi dei lavoratori vennero aboliti e sostituiti dal sindacato unico obbligatorio. Per quanto le cose non stiano andando troppo bene nel nostro Paese non è più quello il tempo, se ne facciano una ragione".  

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