Santarcangelo, manutenzione e pulizia di fossi e canali di scolo: scatta l'ordinanza

L’ordinanza prevede l’obbligo della potatura delle siepi e il taglio dei rami e degli arbusti che invadono il confine stradale, oscurano la segnaletica o che comunque ne compromettono la leggibilità (l’obbligo scatta anche quando ad essere compromessa o limitata è l’illuminazione pubblica)

Rientra nell’ambito del programma delle manutenzioni del territorio l’ordinanza firmata qualche giorno fa del sindaco Alice Parma con la quale si disciplina la tenuta e la cura dei fossi di guardia e di quelli interpoderali, dei tombinamenti e qualsiasi altra sistemazione del terreno per lo smaltimento delle acque in eccesso.  A ridosso della stagione invernale, oltre ad aver avviato tutta una serie di interventi per far fronte alle criticità idrogeologiche (dalla mappature delle situazioni più a rischio agli interventi strutturali finanziati dalla Regione e dal Servizio Tecnico di Bacino, fino all’affidamento ad Anthea della manutenzione delle strade comunali) l’amministrazione comunale si rivolge ora a tutti i privati, e in particolare ai proprietari degli appezzamenti di terreno, affinché mantengano in uno stato di massima efficienza il reticolo di canali e fossi.

Per quanto riguarda i terreni e gli immobili posti lungo il confine con le strade comunali e vicinali, i privati dovranno assicurare la piena funzionalità dei fossi per evitare che acqua e fango possano invadere le strade e le aree pubbliche. Inoltre, le scarpate dei fondi a monte e a valle delle strade dovranno essere tenute in condizioni tali da impedire movimenti franosi o cedimenti del corpo stradale, smottamenti di terreno, ecc. L’ordinanza prevede inoltre la regimazione delle acque meteoriche dei terreni al fine di assicurare un corretto deflusso nei fossi e nei canali pubblici e delle acque meteoriche. Obblighi analoghi sono a carico dei proprietari dei fondi agricoli, che devono provvedere a un’appropriata sistemazione del terreno per lo smaltimento delle acque in eccesso, alla pulizia di fossi e tombinamenti che circondano o dividono i terreni, nonché allo sfalcio dell’erba e della vegetazione spontanea e alla rimozione del materiale depositato da eventuali piene per assicurare l’efficienza idraulica dei fossi di scolo. 

L’ordinanza prevede inoltre l’obbligo della potatura delle siepi e il taglio dei rami e degli arbusti che invadono il confine stradale, oscurano la segnaletica o che comunque ne compromettono la leggibilità (l’obbligo scatta anche quando ad essere compromessa o limitata è l’illuminazione pubblica). “Parte degli allagamenti del febbraio scorso sono stati causati dalla mancata pulizia dei fossi e dei canali di pertinenza dei privati, mentre in altri casi ci siamo trovati di fronte a fondi agricoli addirittura privi di fossi di scolo”, afferma l’assessore alla Qualità ambientale Pamela Fussi.

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“Tutto questo ha contribuito, a volte in maniera decisiva, agli allagamenti, con conseguenti danneggiamenti di proprietà private e strutture pubbliche. È quindi fondamentale che anche i privati – continua l’assessore Fussi – comprendano l’importanza di mettere in atto sistematicamente interventi per prevenire allagamenti o rischi idrogeologici. Con questa ordinanza, più che dar corso a interventi di carattere repressivo, intendiamo promuovere una cultura del territorio che permetta di comprendere quanto sono importanti la cura e la manutenzione. Il territorio nel suo insieme è infatti un bene comune che richiede attenzione da parte di tutti, ed è per questo che avvieremo al più presto una campagna di sensibilizzazione su questi temi. Temi – conclude l’assessore alla Qualità ambientale – sui quali l’Amministrazione comunale è impegnata sia con la realizzazione di opere strutturali che attraverso un ampio programma di interventi di manutenzione ordinaria”.
 

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