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Pulizia scuole, le lavoratrici ex LSU incrociano le braccia: protesta in arrivo

La manifestazione di protesta è in programma martedì davanti alla Prefettura

Il sindacato Cgil Filcams annuncia la protesta che si terrà martedì da parte delle lavoratrici ex appalti storici ex LSU di pulizia delle scuole. Una protesta in tutta Italia per avere finalmente risposte sulla loro situazione occupazionale. Dopo l’internalizzazione del servizio, decisa nel 2019 dal Governo e giudicata positivamente dalle organizzazioni sindacali, hanno potuto accedere in organico dal 1 marzo 2020 soltanto coloro che avevano almeno 10 anni di anzianità, e non in tutte le province ci sono stati posti disponibili sufficienti.

La legge prevede una seconda fase occupazionale per la stabilizzazione di coloro che hanno almeno 5 anni di anzianità, ma il bando viene continuamente rinviato, e i mesi passano mentre le lavoratrici restano in cassa integrazione, o in qualche caso sono disoccupate. Resta ancora irrisolto il problema di tutte coloro che non raggiungono il requisito dei 5 anni, ma lavoravano stabilmente negli appalti pulimento delle scuole italiane. Per tutte le ragioni sopra esposte, che nelle province di Rimini e Ravenna coinvolgono ca 60 lavoratrici e lavoratori, le Filcams Cgil di Rimini e di Ravenna organizzano un presidio davanti alla Prefettura di Rimini martedì dalle 10,30 alle 12, per rivendicare: - l’attivazione immediata, come previsto dalla legge, delle procedure selettive della seconda fase di assunzioni, consentendo la partecipazione anche a coloro che, pur in possesso del requisito dei 5 anni di anzianità, ne sono esclusi a causa della carenza di posti nella provincia di servizio; - l’incremento di organico dei posti di collaboratore scolastico al fine di salvaguardare le assunzioni in ruolo del personale che attende da anni la stabilizzazione, in considerazione anche del fatto che la scuola ha forte necessità di incrementare i posti di lavoro, visto il decennale ricorso al cosiddetto organico di fatto; - l’individuazione da parte del Governo e delle imprese ex appaltatrici di soluzioni per le lavoratrici e i lavoratori esclusi dalle procedure selettive perché non in possesso dei requisiti.

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