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Legambiente raccoglie firme contro l'avanzata del cemento

L'associazione ambientalista ha scritto nei giorni scorsi ai consiglieri regionali dell’Emilia Romagna chiedendo un provvedimento per fermare il consumo di suolo

Anche il circolo di Legambiente di Santarcangelo di Romagna partecipa alla raccolta firme della petizione popolare “Stop al Cemento”. L'appuntamento è fissato per sabato al centro commerciale “I Malatesta”. L'associazione ambientalista ha scritto nei giorni scorsi ai consiglieri regionali dell’Emilia Romagna chiedendo un provvedimento per fermare il consumo di suolo e proponendo di creare uno schieramento trasversale alle forze politiche che si impegni a raggiungere questo risultato.

Lo ha fatto proponendo ai consiglieri di sottoscrivere il documento incardinato su sei punti da inserire nella normativa, assieme ad una serie di azioni politiche più generali. Punti principali della proposta "ridimensionare le previsioni dei piani urbanistici attualmente vigenti,
penalizzare il consumo di suolo vergine e favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente". A questi si somma la richiesta di "istituire un sistema di monitoraggio del consumo di suolo e dell’uso degli immobili in ogni comune.

Particolarmente importante per l’associazione è inoltre la richiesta di "attuare compensazioni del suolo cementificato, “desigillando” altrove altro suolo, secondo le linee guida dell’Unione europea". "Sono infatti tantissimi - evidenziano da Legambiente - i progetti di lottizzazioni, centri commerciali, strade e autostrade ormai in fase avanzata, che se non venissero bloccati dalle proteste locali, difficilmente potrebbero essere fermati per legge. Garantire un saldo netto di campagna rimane l’unica possibilità a cominciare dalle opere in cui le ruspe stanno per iniziare i lavori.

L’associazione ricorda che "il ritmo di urbanizzazione a cui si è assistito negli ultimi 30 anni in regione Emilia-­? Romagna è oltre 8 ettari al giorno: trend che è rimasto inalterato e senza efficaci interventi normativi fino all’inizio della crisi economica. Nel quinquennio 2003-­?2008 si è urbanizzata un’area di campagna con capacità agricola sufficiente per la sussistenza alimentare di un’intera provincia".

Secondo Legambiente "serve agire prima di tutto sulle cause della spinta al consumo di suolo, cioè la rendita fondiaria, riducendo il vantaggio economico della speculazione. In nessun altro settore economico la creazione di valore avviene con così poco investimento di ricerca, innovazione e competitività come quello che avviene con un semplice cambio di destinazione d’uso di un terreno".

"Serve inoltre completare il quadro con strumenti efficaci per avviare la rigenerazione urbana in modo massiccio - chiosano gli ambientalisti -. Questo per dare risposta alla richiesta di riqualificazione energetica, sismica e di vivibilità degli spazi sia pubblici che privati. Ma anche per rilanciare il comparto dell’edilizia oggi pesantemente in crisi. A questo link il documento completo con i sei punti e la lista, costantemente aggiornata, dei consiglieri aderenti alla proposta: https://www.legambiente.emiliaromagna.it/2013/11/06/sei-­?punti-­?contro-­?il-­?consumo-­?di-­?suolo/".

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