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Raggiri sui permessi di soggiorno e violenza tra bengalesi: 3 arresti

Avevano messo a punto un sistema perverso di compravendita di permessi di soggiorno, per abbindolare loro connazionali ed estorcere un mucchio di soldi. Il sistema è stato individuato dalla polizia municipale di Rimini

Avevano messo a punto un sistema perverso di compravendita di permessi di soggiorno, per abbindolare loro connazionali ed estorcere un mucchio di soldi. Il sistema è stato individuato dalla polizia municipale di Rimini, che dopo un'indagine hanno fatto scattare tre arresti di bengalesi: due fratelli di 35 e 45 anni e il figlio di uno di loro. La municipale ha scoperto che chiedevano anche 5.000 euro per far ottenere un permesso di soggiorno.


In che modo? Aprivano attività commerciali che poco dopo chiudevano. Intanto assumevano persone, dicendo loro che non sarebbero state retribuite in attesa del permesso di soggiorno. Dopo aver incassato i soldi, però, il permesso non arrivava. Ne ha fatto le spese un loro connazionale trentenne che, per le proteste, finì massacrato di botte lo scorso anno. Aveva lavorato in un negozio di bigiotteria a Borgo Marina. Ora, dopo la ricostruzione delle forze dell'ordine, a quanto pare sono stati una decina gli episodi ricostruiti.

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