Rapinarono la titolare di un dancing: manette per i due malviventi

Dopo una lunga serie di indagini, la squadra Mobile ha arrestato due pugliesi di 37 e 19 anni accusati anche di essere gli autori di una serie di furti di auto, all'interno di locali pubblici e ai danni della comunità di San Patrignano

Una lunga carriera criminale per i due pugliesi di 37 e 19 anni arrestati dalla squadra Mobile, nella giornata di martedì, che in poco tempo erano riusciti a mettere a segno una serie di furti e rapina prima di essere individuati e ammanettati. I due, lo scorso 4 maggio, avevano attesto che la titolare di un noto dancing di Marebello chiudesse il locale per poi aggredirla e rapinarla dell'incasso della serata. I malviventi col volto parzialmente coperto e pistola alla mano, a bordo di una Bmw rubata a San Marino, avevano affrontato la donna e, dopo averla scaraventata a terra, le avevano strappato la borsa per poi fuggire. Il colpo, tuttavia, era riuscito solo a metà in quanto nella borsetta c'erano solo 150 euro e non, come speravano, l'incasso del locale. Dopo alcuni giorni, il 37enne e il 19enne erano stati fermati da una pattuglia delle Volanti mentre stavano salendo a bordo di una Smart ma, poco lontano da loro, gli agenti avevano individuato la Bmw rubata piena di attrezzature elettroniche, per un valore di circa 8500 euro, risultate rubate nella comunità di San Patrignano dove, il più anziano, aveva trascorso un periodo. In quella occasione, però, i malviventi erano stati semplicemente identificati e poi rilasciati ma, nel frattempo, gli inquirenti si sono messi sulle loro tracce. Le indagini hanno permesso di accertare che i due avevano messo a segno anche un furto all'interno di una Fiat Panda, dove avevano asportato solo pochi spiccioli e una carta di credito con la quale avevano effettuato poi degli acquisti, oltre a un secondo furto all'interno del bar de Dopolavoro Ferroviario in viale Roma, dove a sparire furono 150 euro, e a rubare uno scooter parcheggiato in via Zandonai a Viserba. Arrestati con le accuse di rapina, furto e ricettazione, dopo le formalità di rito in Questura, sono stati accompagnati nel carcere dei "Casetti".

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