Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Rapinatore tenta la trattativa con gli agenti: "Se mi liberate vi dico dov'è la refurtiva"

Arrestato dalla polizia di Stato, il malvivente ha opposto una strenua resistenza prendendo a calci e pugni il personale delle Volanti

Rapina con rocambolesco inseguimento, nel pomeriggio di martedì, con il personale della polizia di Stato che è riuscito ad acciuffare il malvivente. Tutto è iniziato poco prima delle 18 quando un 25enne peruviano stava camminando tranquillamente sul lungomare di Bellariva mentre parlava al cellulare. All'improvviso è stato aggredito da un rapinatore che, dopo avergli strappato il telefonino di mano, è scappato in direzione di via delle Colonie. La vittima lo ha inseguito e, dopo averlo visto infilarsi in un edificio abbandonato, ha dato l'allarme facendo intervenire le Volanti. Arrivati sul posto, gli agenti stavano per mettersi alla ricerca del rapinatore tra le stanze in abbandono quando hanno visto un giovane che, scavalcata la recinzione, correva nuovamente verso il mare. Il personale della Questura si è così messo all'inseguimento riuscendo a braccarlo sulla battigia. Nonostante questo, però, il malvivente ha opposto una strenua resistenza e, con calci e pugni, ha fatto di tutto per non essere ammanettato. Una volta bloccato, è stata la vittima stessa a riconoscerlo come l'autore dello strappo del cellulare che, però, non è stato trovato addosso al rapinatore.

E' stato a questo punto che il ladro, poi identificato per un albanese 20enne già noto alle forze dell'ordine e con un divieto di dimora a Rimini sulla testa, ha cercato di avviare una trattativa con gli agenti. "Se mi lasciate andare - ha detto il giovane - vi aiuto a ritrovare il cellulare che ho nascosto nell'edificio abbandonato". Il personale della Questura, ovviamente, ha spiegato allo straniero che l'accordo non era possibile e lo hanno portato negli uffici di corso d'Augusto dove è stato arrestato per rapina e resistenza. Terminate le pratiche, grazie all'aiuto dei vigili del fuoco arrivati con l'autoscala nell'edificio abbandonato e seguendo il segnale del cellulare, il telefonino è stato ritrovato sotto alcune tegole del tetto.

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