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Cronaca Riccione

"Abbiamo fatto una sciocchezza", i rapinatori di turisti finiscono agli arresti domiciliari

Durante l'interrogatorio di convalida i 4 giovani si sono dimostrati pentiti delle aggressioni ai coetanei tra cui anche il figlio dell'ambasciatore

Nella settimana di vacanza che avevano trascorso a Riccione i quattro 18enni residenti nel milanese, ma di origini nordafricane, avevano messo a segno una lunga serie di rapine ai danni dei coetanei e nella giornata di mercoledì sono comparsi davanti al gip per l'udienza di convalida. Davanti al giudice tutti hanno ammesso di "aver fatto una sciocchezza" e, al termine dell'udienza, il magistrato ha convalidato l'arresto avvenuto lo scorso sabato e dopo 4 giorni di carcere sono stati liberati e sottoposti alla misura cautelare dei domiciliari. A loro carico pesano due aggressioni: una avvenuta all'alba di venerdì ai danni di un gruppo di sei turisti svizzeri e l'altra la notte precedente ai danni di un secondo gruppo di giovani. Gli inquirenti dell'Arma, inoltre, hanno il forte sospetto che i quattro malviventi siano gli stessi che due settimane fa hanno rapinato anche il figlio di un importante diplomatico italiano anche lui all'uscita di una discoteca.

Quella avvenuta all'alba di venerdì è stata la più articolata: le vittime erano state "agganciate" mentre stavano tornando a piedi da un locale notturno sulla collina riccionese e si erano fermati ad un distributore automatico. I malviventi, a bordo di un'auto, avevano chiesto alcune informazioni per poi allontanarsi ma all'improvviso avevano fatto retromarcia e dal finestrino avevano mostrato alle vittime la foto su un cellulare di un ragazzo pestato a sangue accusandoli di essere i responsabili del pestaggio. I turisti avevano negato ma, a questo punto, era spuntato un coltello con gli aggressori che scesi dal veicolo avevano obbligato tutti a consegnare i documenti per essere sicuri che tra loro non ci fosse l'autore del pestaggio. Ne era nato un parapiglia con uno degli svizzeri che si era ritrovato la collanina d'oro che portava al collo spezzata e, insieme a un amico, aveva tentato la fuga. Rincorsi dai magrebini, i due erano stati bloccati con il derubato che era stato costretto a consegnare anche l'altra parte del monile per un valore totale di 500 euro.

Situazione analoga quella del giovedì notte dove, questa volta, i quattro malviventi si erano spacciati per "pierre" della discoteca accusando le vittime, anche in questo caso turisti svizzeri, di aver fatto sparire i soldi delle prevendite. Nella confusione creata dal gruppo, a sparire era stato un iPhone ultimo modello e un'altra collana d'oro.

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