Assalti negli uffici postali del Riminese, arrestati due umbri. Avevano fatto parte della banda del 'Lupo'

Un 56enne ed un 60enne di Foligno sono stati arrestati dai Carabinieri poichè ritenuti responsabili di una rapina commessa in uffici postali a Cattolica e Rimini nel 2012

Secondo gli inquirenti in passato avevano fatto parte della banda di Luciano Liboni, detto il "Lupo", il bandito che nove anni fa uccise un appuntato dei carabinieri a Sant'Agata Feltria (Rimini) a colpi di pistola. Un 56enne ed un 60enne di Foligno sono stati arrestati dai Carabinieri poichè ritenuti responsabili di una rapina commessa in uffici postali a Cattolica e Rimini nel 2012. Una terza ordinanza è stata emessa nei confronti di un terzo uomo che, secondo i militari, aveva fornito un'arma agli altri due.

I due accusati di rapina erano stati arrestati il 21 agosto dello scorso anno a Fano, dove avevano già preso di mira una banca dove mettere a segno un colpo. I carabinieri si erano appostati aspettando il loro arrivo ed erano riusciti a sventare la rapina arrestandoli in flagranza di reato. Dall'attività investigativa e dal modus operandi dei due uomini, sono state loro attribuite anche le rapine commesse nel Riminese.

L’attività investigativa dei Carabinieri aveva permesso nell'agosto dello scorso anno di evitare una rapina a mano armata, che avrebbe portato ad un bottino di oltre 70.000 euro, traendo in arresto, i due storici rapinatori umbri. L'indagine è iniziata un mese prima, a seguito della rapina commessa all’ufficio postale di Cattolica. Uno dei due rapinatori, domiciliati a Riccione, si era presentato al comando dell'Arma per sporgere una denuncia falsa di smarrimento della patente di guida.

Tale azione, benché al momento non avesse alcuna attinenza, ha permesso agli inquirenti di venire a conoscenza del fatto che un incallito rapinatore di istituti di credito era stato scarcerato e che aveva scelto proprio Riccione come dimora. Particolare importante, che lo ha condannato, era la sua tipica ed unica tecnica utilizzata per rapinare gli istituti di credito e cioè la manomissione del nottolino delle porte di emergenza praticandovi un foro per poi nasconderlo con una capsula in metallo. Medesima tecnica utilizzata per la rapina a Cattolica.

Aspetto fondamentale e non sfuggito agli inquirenti della Perla Verde che hanno iniziato ad identificare il 60 enne di Foligno che, anche per accento e descrizioni fisiche, corrispondeva all’autore della rapina di Cattolica. Dopo circa 15 giorni a Rimini è stato rapinato l'ufficio postale di via Euterpe con la medesima tecnica, dando conferma agli investigatori riccionesi che la banda umbra ancora si aggirava nella provincia collezionando obiettivi da colpire. Pertanto si sono intensificati i pedinamenti e le attività di monitoraggio nei confronti dell’unico sospettato, riuscendo ad individuare, una domenica di agosto, il complice, alla stazione di Pesaro.

Era il 56enne, identificato grazie ad uno scrupoloso studio dei cartellini foto-segnaletici della banda del “Lupo”. L’attività è proseguita pedinando entrambi e controllando i vari istituti di credito, fino a quando gli inquirenti sono venuti a conoscenza del fatto che i rapinatori avevano intenzione di colpire la Cassa di Risparmio di Fano in via Einaudi. Gli stessi avevano già predisposto la Banca per l’ingresso in pochi secondi.

Il pomeriggio del 21 agosto i due rapinatori vennero bloccati mentre stavano per entrare nell’istituto di credito con pistola in pugno, calze da donna in nylon per nascondere il viso e coltello a portata di mano. La successiva perquisizione permise inoltre di rinvenire un elenco di obiettivi che con tutta probabilità sarebbero state attaccati nei giorni successivi. Il lavoro degli inquirenti ha portato a scoprire ulteriori reati commessi dagli stessi.  In particolare, partendo dalla prima rapina a mano armata del 13 luglio 2012 alle poste di Cattolica, i militari hanno raccolto sufficienti indizi di colpevolezza a carico dei due umbri in merito alla rapina del 3 agosto 2012 ai danni delle Poste di Rimini in via Euterpe.

In quell’occasione, infatti, utilizzando la medesima tecnica del foro alla serratura, i due avevano colpito con il volto travisato e pistola in pugno, minacciando i commessi al fine di farsi consegnare il denaro presente nelle casse e nel caveau. Nell’occasione, data la reticenza di uno degli impiegati, uno dei due rapinatori ha puntato l’arma al volto di quest’ultimo premendo più volte in grilletto senza però esplodere un colpo. I banditi fuggirono con 8.000 euro di bottino a bordo di una Y10 precedentemente rubata sempre dagli stessi. I due sono accusati anche di aver rapinato una tabaccheria nel porto canale di Pesaro il 17 agosto 2012.

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