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Rapporto della Caritas: sempre più italiani e anziani in difficoltà

Una persona dorme all’addiaccio in riva al mare, rannicchiato in una cabina di salvataggio: per lui un vero e proprio “rifugio di salvezza”! È la copertina dell’8° Rapporto sulle povertà presentato dalla Caritas

Una persona dorme all’addiaccio in riva al mare, rannicchiato in una cabina di salvataggio: per lui un vero e proprio “rifugio di salvezza”! È la copertina dell’8° Rapporto sulle povertà presentato dalla Caritas diocesana di Rimini. Un’immagine che ritroviamo tra le molte altre, esposte per l’occasione, nei locali di Via Madonna della Scala. Foto riprese sotto i ponti del Marecchia, sulle barche del porto, davanti i portoni delle chiese: ovunque ci sia la possibilità di stendere una coperta per terra dove passare la notte.

È la faccia estrema della povertà: quella che colpisce non solo i bisogni, ma anche i diritti. Perché l’indigenza economica si accompagna sempre con la mancanza di un lavoro, l’indisponibilità di un’abitazione, l’impossibilità di farsi una famiglia, che sono diritti fondamentali della persona. I dati raccolti dalla Caritas confermano che la povertà è sempre più un “fenomeno multifattoriale”. Il 20% delle persone che si sono rivolte ai Centri di Ascolto ha segnalato disagi a livello familiare (separazioni, divorzi, malattie di congiunti…), l’8% ha un’istruzione insufficiente (da segnalare 67 persone analfabete), il 7% soffre di solitudine e depressione, il 6% ha malattie di vario genere (in aumento problemi cardiaci e tumori), il 3% è in condizione di handicap, il 3% soffre o ha sofferto di dipendenze (alcol, droghe e gioco) il 2% ha problemi con la giustizia (ex detenuti o persone agli arresti domiciliari). A fronte di questa realtà, la Caritas ritiene che gli interventi di emergenza, pur necessari, non siano sufficienti. Occorrono politiche di sistema che vedano impegnate le varie organizzazioni e istituzioni riminesi, fuori e dentro la Chiesa, per rimuovere le cause delle (molte) povertà che, in modo più o meno visibile, abbondano anche sul nostro territorio.   

7 mila richieste di aiuto nel 2011. Sempre più italiani e anziani in difficoltà

Il Rapporto 2011 raccoglie i dati della Caritas diocesana e di 33 Caritas parrocchiali sparse sul territorio della Diocesi (un  numero in progressivo aumento, quale segnale di attenzione crescente verso i più deboli e emarginati). Per la prima volta quest’anno le rilevazioni 2010 dei Centri di Ascolto Caritas sono stati incrociate con i dati dell’Ufficio statistico della Provincia di Rimini (persone prese in carico dai Comuni e dall’Azienda Usl) per ricomporre un quadro più completo delle situazioni di bisogno sul territorio provinciale, È emerso che nel 2010, nella provincia di Rimini, 6.201 famiglie residenti erano in una situazione di disagio economico, per un totale di 18.842 individui.

Nel corso del 2011 si sono rivolte agli sportelli Caritas quasi 7mila persone (per l’esattezza 6.947).  Il 40% di queste vive in famiglia, a fronte del 33% dell’anno precedente. Il numero degli italiani continua a crescere: 1.622 (+ 3% rispetto all’anno precedente). E non sono solo persone di  passaggio alla ricerca di un lavoro estivo ma, per oltre la metà (il 53%), sono riminesi residenti. Considerando sempre gli italiani che hanno bussato alle porte della Caritas, per il 57% si tratta di uomini, prevalentemente soli: celibi, separati o divorziati. Le donne sono in gran parte coniugate. Il 61% di italiani è disoccupato, il 12% pensionato e il 9% ha un’occupazione.

Tra le richieste di aiuto, l’età maggiormente rappresentata è quella tra i 35 e i 44 anni (1.893 persone), ma aumentano in modo preoccupante gli anziani in difficoltà: da 210 over65 registrati nel 2010 a 281 nel 2011. Un problema nel problema perché si tratta di persone a cui sono precluse le speranze dei giovani, spesso in disperate condizioni di solitudine, affamate di cibo ma anche, e forse soprattutto, di relazioni umane. Per questo le Caritas parrocchiali si sono attivate attraverso servizi di consegna a domicilio, in modo da poter sfamare non solo il bisogno alimentare, ma anche quello di amicizia. Un dato positivo è rappresentato dal diminuito numero delle persone che fanno la spola tra una Caritas e l’altra (passate dal 15,8% al  il 13,7%): segno che  ciascuna parrocchia segue con maggiore attenzione le persone domiciliate sul proprio territorio.

“Ma la casa mia dov’è?” L’emergenza abitativa nella provincia di Rimini

In quarta di copertina il Report 2011 propone il murales di Enzo Maneglia realizzato sul lungo fiume Marecchia e corredato dall’ormai celebre frase “Mio nonno fava i mattoni, mio babbo fava i mattoni, faccio i mattoni anche me, ma la casa mia dov’è?” Una battuta tratta da “Amarcord” di Fellini che ben sintetizza il problema dell’emergenza abitativa nel riminese. Problema indicato come prioritario dal Rapporto sulle povertà 2011, perché cresce sempre più sia il numero delle persone che non riescono a far fronte alle spese per la casa sia di coloro che un tetto sulla testa proprio non ce l’hanno. Nonostante a Rimini di alloggi ce ne siano in abbondanza ma purtroppo in molti casi tristemente sfitti: almeno 15mila secondo i dati del Comune.

Le persone che dispongono di una casa e che hanno chiesto un aiuto per far fronte a locazioni,  bollette, rate del mutuo nel 2011 sono state 3.912, a fronte dei 2.858 dell’anno precedente, con un aumento di quasi il 37%. Ma a chiedere aiuto sono anche le persone con casa in proprietà (192) si tratta per lo più di pensionati, ma anche di famiglie, italiane e straniere, che avevano fatto un mutuo per l’acquisto della casa ma, perso il lavoro, non sanno più come pagare le rate. La crescente difficoltà a far fronte alle spese d’affitto viene confermata dal numero degli sfratti, più che raddoppiato in un anno: dai 32 del 2010, si è passati ai 74 nel 2011.
In contemporanea cresce anche il numero di chi una casa non ce l’ha: sono 1.018 i senza dimora, di cui 80 hanno residenza nella provincia di Rimini e hanno dunque diritto ad una tutela da parte dei Servizi sociali dei Comuni.

Cibo, soldi, servizi e, soprattutto, ascolto dei bisogni. Le risposte della Caritas

Come hanno risposto le Caritas? Gli interventi indicati in tabella sono solo una parte del lavoro svolto dalle parrocchie. Non è infatti possibile quantificare il tempo, gli incontri, ma anche tutti gli aiuti economici offerti. Tra gli interventi più rilevanti, da segnalare il numero di ascolti (oltre 16 mila colloqui effettuati con persone in stato di bisogno), il sostegno alimentare (quasi 18 mila pacchi viveri distribuiti), i pasti serviti in mensa (oltre 77 mila, solo considerando i pasti del primo turno della Caritas diocesana). Considerando entrambi i turni della mensa Caritas i pasti forniti nel corso del 2011 sono stati 82.493 a fronte dei 73.900 del 2010: un aumento consistente dovuto soprattutto alle aumentate utenze del primo turno (persone che si sono rivolte al Centro di ascolto).

In una città come Rimini - conosciuta per gli alberghi, il turismo, il benessere - molte persone non sanno dunque  come mangiare o, comunque, non hanno soldi sufficienti per tutte le spese di casa. E così ricorrono alla mensa della Caritas per risparmiare i soldi necessari a pagare bollette e  affitti. Le crescenti situazioni di indigenza sono confermate anche dai dati dell’Associazione “Famiglie Insieme”, che eroga piccoli prestiti a famiglie domiciliate sul territorio provinciale. Nel 2011 l’Associazione ha aiutato 413 famiglie erogando un totale di 540 mila euro, a fronte delle 370 famiglie sostenute con 465 mila euro nell’anno precedente. Si tratta di famiglie riminesi, prevalentemente italiane (anche se il numero delle famiglie straniere è in aumento) che ricorrono ai prestiti dell’Associazione soprattutto per affitti e utenze o per far fronte a spese mediche. Per queste persone “ammalarsi è un lusso”
 
La geografia della solidarietà

Opera Sant’Antonio
1.883 sono state le persone incontrate nel 2011 contro le 1.692 dell’anno precedente. In prevalenza romeni, italiani, ucraini. A dimostrazione delle sempre più numerose famiglie in difficoltà, i pacchi viveri distribuiti sono aumentati in modo esponenziale: dai 125 nel 2008, si è arrivati a 1.753 nel 2011. In aumento anche la richiesta di medicinali: da 1.190 nel 2009 a 1.379 nel 2011. Sempre più richiesto infine il servizio doccia: 882 nel 2009, 1.277 nel 2011. Diminuito invece il numero dei pasti serviti in mensa: passati da 48.011 nel 2010 a 45.986 nel 2011.

Capanna di Betlemme
Nel 2011 ha dato ospitalità a 960 persone, di cui 818 uomini e 142 donne, per un totale di 15.605 notti. Nel 2010 aveva ospitato 896 persone, per 15.605 notti. Tra gli uomini 164 sono italiani, 112 romeni, 69 marocchini e 43 tunisini. Diminuisce l’età media dei senza dimora,  che passa dai 39 anni nel 2010 ai 36 nel 2011.

Banco di solidarietà
Nel corso del 2011 ha offerto aiuto a 217 nuclei familiari (di cui 63 nuovi) per un totale di 542 persone assistite, delle quali 357 adulti e 185 minori. I pacchi alimentari distribuiti sono stati 2.353.

Centri di Aiuto alla Vita
Sono presenti a Rimini, Riccione, Cattolica, Bellaria e, come servizio delle Caritas parrocchiali, a San Mauro Pascoli, Coriano e Morciano. Nel 2011 hanno aiutato complessivamente 569 mamme in difficoltà. I dati raccolti dai Centri confermano un numero molto alto di famiglie non in grado di far fronte alle spese d’affitto e, in alcuni casi, addirittura sfrattate nonostante la presenza di bambini al di sotto dei due anni.

Sportello Sociale del Comune di Rimini
Le persone in stato di bisogno incontrate nel corso del 2011 sono state 1.312. Di queste 272 hanno chiesto un contributo economico, 118 hanno segnalato problemi con la casa, 105 con il lavoro, 20 hanno ricevuto lo sfratto.

Sportelli Sociali di Riccione e Misano
Hanno incontrato 352 persone che, per la stragrande maggioranza (circa il 90%), hanno evidenziato bisogni di natura economica o problematiche legate al lavoro e alla casa (con sfratti in corso o minacciati).
 
Sportello Sociale di Cattolica

250 le persone incontrate nel corso del 2011. Anche in questo la difficoltà a far fronte alle spese della casa è stata la ragione principale di queste richieste di aiuto per saldare affitti in arretrato ed evitare procedure di sfratto.
 
Sportello Sociale di Verucchio
Nel 2011 ha incontrato 222 persone. Un sostegno economico, un aiuto per la ricerca di lavoro, un contributo per il pagamento di affitti, una consulenza per la compilazione di documenti sono state le richieste più frequenti.

Sportello Sociale di Bellaria Igea Marina
Nel 2011 ha incontrato 526 persone di cui 87 sono nuovi casi. 17 persone hanno chiesto un aiuto per sfratti già esecutivi o notificati.
 

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