Rapporto della Caritas: "I poveri aumentano perché il lavoro non c’è"

Il tema di approfondimento scelto in questo Rapporto è quello del lavoro, è chiaro infatti che la causa principale dell’aumento delle povertà è proprio la mancanza di occupazione. I poveri aumentano perché il lavoro non c’è

Come ogni anno la Caritas diocesana pubblica i dati sul disagio del territorio. "In una città come Rimini, così ospitale e accogliente, ci sono persone che dormono per strada - evidenzia la Caritas - persone che non sanno cosa mangiare; persone che non hanno lavoro, che si sentono sole e non sanno con chi parlare". Giunto alla IX edizione il Rapporto sulle povertà cambia veste e si trasforma anche in versione web. L’obiettivo è quello di comunicare, a più persone possibili, quanti e quali siano le povertà presenti sul territorio riminese.

"Conoscere per sensibilizzare, per promuovere azioni di solidarietà e per far sì che la nostra comunità sia sempre più attenta ai bisogni di tutti, anche di coloro che sono ai margini - sottolinea la Caritas nella presentazione all'evento che si terrà sabato prossimo alle 9 nella sede di via Madonna della Scala -. Il tema di approfondimento scelto in questo Rapporto è quello del lavoro, è chiaro infatti che la causa principale dell’aumento delle povertà è proprio la mancanza di occupazione. I poveri aumentano perché il lavoro non c’è. Sono stati quindi coinvolti più Enti presenti sul territorio con il fine di comprendere meglio quale sia la situazione economica e occupazionale a Rimini e in quale direzione si stia andando".

È stato realizzato un tavolo di confronto con Camera di Commercio, Inps, Centro per l’Impiego, Prefettura, Università, Associazioni di categoria, Banche e Sindacati. "In un periodo come questo è infatti necessario lavorare insieme, cercare sinergie per offrire risposte il più possibili adeguate alle persone che si rivolgono ai nostri sportelli - sottolinea la Caritas diocesana -. È inoltre proseguita l’opera di monitoraggio e di analisi dei dati con la Capanna di Betlemme, la Mensa dei Frati, il Banco di solidarietà, i Centri Aiuto Vita e gli Sportelli Sociali".

"La condivisione di dati e analisi ha permesso di realizzare un quadro più preciso rispetto alle realtà di disagio, ma anche alle risorse, che sono presenti sul nostro territorio. Il tema del lavoro è stato ulteriormente approfondimento in due ricerche, la prima realizzata all’interno del Centro di Ascolto della Caritas diocesana. L’altra è stata realizzata da una tirocinante universitaria che, in più punti della città, ha intervistato esclusivamente gli immigrati per conoscere le loro esperienze occupazionali", conclude la Caritas.

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