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Cronaca

Si rischia il razionamento dell'energia. Il sindaco: "Il turismo comparto trainante, si eviti il coprifuoco"

Il sindaco Jamil Sadegholvaad chiede garanzie in caso di razionamento dell'energia: "Considerare il turismo, settore più penalizzato durante gli anni del Covid, tra i comparti da tutelare"

Il tema del possibile razionamento dell’energia spaventa l’Italia. Dalle imprese alle famiglie. E sull'argomento anche il turismo è alla finestra, attento all’evoluzione. A prendere una posizione a tutela del settore turistico e di quelle che potrebbero essere le ripercussioni è il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad. Il primo cittadino spende un’ampia riflessione spiegando come “ha cominciato la Germania e l’Italia, stando alle notizie pubblicate dalla stampa nazionale, probabilmente percorrerà la stessa strada. E cioè quella di approntare per tempo un piano per il razionamento dell'energia o Piano di Sobrietà, alla luce del picco di costo abbattuto dal gas e dalla strategia apri e chiudi per i gasdotti della Russia di Putin, per affrontare un autunno e un inverno dalla complessità industriale, economica e quindi sociale, evidente e preoccupante”.

Ciò che significa sacrifici, per una serie di settori industriali. “Tra le ipotesi prese in considerazione, c’è anche quella dell’individuazione dei settori industriali e produttivi strategici, per preservarne l’attività in caso di obbligo di razionamento, chiedendo un sacrificio ad altri comparti. Secondo alcune indiscrezioni giornalistiche, potrebbe essere chiesto ai negozi di abbassare le saracinesche entro le 19, mentre i locali potrebbero essere costretti a chiudere entro le 23. Ora, nessuno di noi è così irresponsabile da tirarsi indietro di fronte a una situazione eccezionale. Non lo farà Rimini, non lo farà la Romagna, non lo farà la nostra regione. Neanche in questo caso”.

Ma con quali conseguenze in ottica turistica, settore trainante di Rimini e della Romagna? “Invito i decisori e le stesse associazioni delle imprese a livello nazionale a considerare il turismo - il settore economico e industriale più penalizzato durante gli anni del Covid - tra i comparti da tutelare anche in presenza di una situazione di eccezionale serietà. Prendiamo Rimini e la Romagna. Da anni la stagione autunnale e quella invernale sono periodi non di letargo, grazie alle fiere, ai congressi, agli eventi che progressivamente hanno traguardato la classica offerta turistica balneare al rango di annuale. Pensare a un coprifuoco per bar, ristoranti, pubblici esercizi, non solo sarebbe una misura che andrebbe a penalizzare operatori e migliaia di persone occupate, ma che ancora una volta sarebbe il segno della malcerta considerazione del turismo e del loisir come comparto industriale tra i più importanti e trainanti del Paese”.

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