Razzismo al ristorante: il presidio dell'Anpi fuori dal locale

L'Anpi provinciale chiarisce in una nota: “In Italia l’apologia di fascismo è reato, eppure quante volte vediamo vini e gadget che rappresentano Mussolini spacciati come “souvenirs folkloristici”?"

Domenica sera in viale Porto Palos a Viserbella l'Anpi ha promosso un presidio a cui hanno partecipato diverse realtà locali per condannare i fatti avvenuti, secondo quanto denunciato da una donna di colore, domenica 16 agosto in un ristorante a Viserbella dove un uomo avrebbe chiesto scusa al "Duce Benito” per servire una famiglia di origine africana. Domenica 16 agosto tra l’altro, ricorda l'Anpi, è una data emblematica per la città di Rimini, nella quale si ricordano i tre giovanissimi martiri impiccati dai fascisti in Piazza dei Tre Martiri.

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L'Anpi provinciale chiarisce in una nota: “In Italia l’apologia di fascismo è reato, eppure quante volte vediamo vini e gadget che rappresentano Mussolini spacciati come “souvenirs folkloristici”? Il gestore del locale in questione serve bottiglie di vino con il duce stampato sull’etichetta e tutto ciò è spacciato come puro folclore. Il fascismo non è folclore, ma soprattutto non è un’idea, è un crimine che è costato la vita a migliaia di persone. Come può accadere qualcosa di simile nel 2020? Più volte l’Anpi si è spesa (e si spende) per mettere definitivamente fuorilegge gadget del genere, ma questo episodio specifico è l’ennesimo sintomo del legame tra fascismo e razzismo: mentre il mondo è scosso dalle proteste di Black Lives Matter, qui ci si scusa con un perfido tiranno per aver servito delle persone dalla pelle scura. È ora di capire che il fascismo si interseca indissolubilmente con razzismo, sessismo, omolesbobitransfobia e potere economico, dobbiamo, in quanto membri di questa società, prendere atto della intersezionalità delle lotte: lottare contro il fascismo non significa solo lottare per un mondo democratico, ma anche per un mondo senza barriere di alcun tipo, per una società inclusiva, antirazzista, femminista e più equa”.

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