Massacrò un giovane extracomunitario, processo con rito abbreviato per l'esagitato

L'aggressore ritenuto completamente incapace di intendere e volere, si era pensato a un agguato a sfondo razziale

Sarà processato con rito abbreviato Valerio Amato, il 31enne originario di Roma ma residente a Rimini, accusato di tentato omicidio aggravato dall'odio razziale, dai motivi futili e dall'utilizzo di un coltello per aver massacrato il 26enne nigeriano Emmanuel Nnamani il 22 marzo del 2017. Quella sera il giovane, in preda a un raptus, aveva incrociato la sua vittima davanti al supermercato all'incrocio tra via Trieste e via Naziario Sauro poco prima delle 19. Secondo i primi accertamenti, davanti al market c'era Nnamani che si offriva di aiutare i clienti nel portare la spesa ed era stato preso a male parole dal suo aggressore il quale, all'improvviso, aveva iniziato a picchiarlo per poi estrarre un coltello ferendo la sua vittima. Lo straniero, impaurito e con le poche forze che gli erano rimaste, aveva cercato di scappare in direzione di via Tolmino ma, l'aggressore, lo aveva rincorso a bordo della propria vettura cercando ripetutamente di investirlo per poi fuggire.

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Un epsodio che aveva suscitato molto scalpore in città tanto che, in un primo momento, si era ventilata l'ipotesi di un agguato a sfondo razziale ma le successive indagini avevano fatto emergere una realtà ben diversa. Valerio Amato, infatti, era già seguito dal servizio psicihiatrico e, interrogato dal gip per la convalida del fermo, aveva dichiarato di aver agito sotto l'influsso delle voci che "sentiva" nella sua testa. Il 31enne, secondo alcune indiscrezioni, raramente usciva dalla propria abitazione proprio a causa delle sue manie di persecuzione che vedevano protagonisti i soggetti più disparati. Sottoposto a perizia psichiatrica su richiesta dei suoi difensori, Amato è stato dichiarato completamente incapace di intendere e volere. L'udienza è stata fissata per il prossimo marzo.

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