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Cronaca

Reddito di cittadinanza, Potere al Popolo: "Facciamo sentire il dissenso, pronti alla mobilitazione"

Potere al Popolo: "A Rimini sono cento le famiglie che non avranno più questa misura di sostegno dal 1° agosto, subiscono anche la sospensione dell’unico mezzo per sopravvivere"

Sul tema delle modifiche al Reddito di Cittadinanza scende in campo Potere al Popolo Rimini, che annuncia iniziative di mobilitazione. "Il Reddito di Cittadinanza è una misura di sostegno presente nella maggior parte dei paesi europei. E’ stato l'unico strumento, che con tutti i suoi limiti, ha posto un freno alla povertà dilagante in cui vive grande parte della popolazione del nostro paese. Con l’approvazione del decreto Lavoro il governo Meloni ha eliminato il Rdc e dal 1 agosto lascerà 169mila nuclei in grave difficoltà economica senza alcun sostegno da parte dello Stato" scrive Potere al Popolo.

"A Rimini sono cento le famiglie che dall’inizio di agosto non avranno più questa misura di sostegno, oltre al dramma del lavoro, emergenza abitativa, inflazione, subiscono anche la sospensione dell’unico mezzo per sopravvivere - prosegue Potere al Popolo -. Lo scenario che si presenta è drammatico ed è destinato a peggiorare. Quali sono i provvedimenti dell’Amministrazione per far fronte a questa situazione? Che ne sarà di questi 100 nuclei familiari? Il futuro per queste persone è a rischio e servono azioni concrete e immediate per evitare il peggio".

E in conclusione: "Togliere questo sussidio significa rendere le persone più ricattabili, perché molti si troveranno costretti ad accettare lavori sottopagati, anche nell’economia illegale. Noi, come Potere al Popolo, invitiamo la popolazione di Rimini a far sentire il proprio dissenso nei confronti del provvedimento del Governo Meloni. Invitiamo la cittadinanza a esprimere solidarietà nei confronti di queste famiglie in difficoltà e a contattare gli attivisti e le attiviste del nostro movimento per organizzarsi".

Sinistra Italiana: "Persone abbandonate a loro stesse"

Non mancano le reazioni anche da parte di Sinistra Italiana: "Con la sospensione della misura del Reddito di cittadinanza questo governo fa una chiara scelta di campo; non che ci siano mai stati dubbi sul serio, ma la sospensione della misura abbandona anche sul nostro territorio centinaia di donne e uomini, nuclei familiari che fino ad ora per lo meno riuscivano ad avere un minimo di sostentamento (anche se spesso non sufficiente) per affrontare la quotidianità".

"La retorica criminale che si continua a portare avanti è sempre la stessa: quelle persone devono lavorare perché il lavoro c'è. A questo punto le cose sono due: o chi parla lo fa senza sapere di ciò di cui sta parlando oppure coscientemente vuole abbandonare migliaia di persone al loro destino. La stragrande maggioranza dei percettori del Reddito di cittadinanza sono persone che non hanno la possibilità di lavorare perché molto spesso in età avanzata oppure in precarie condizioni fisiche. Anche la retorica dei corsi di formazione è ormai stantia: a parte il fatto che non siano partiti o comunque ne siano partiti pochi (tra l'altro bisognerebbe anche soffermarsi su che tipologie di corsi siano partiti) il punto resta quello che se la.stragrande maggioranza di persone sono in età avanzata o non sono comunque in condizioni fisiche di poter lavorare, che formazione dovrebbero fare? Per andare a fare cosa?"

"Il governo ha deciso di tagliare l'unico strumento (che bisognava migliorare ed incrementare) che fino ad oggi aveva permesso a quelle persone di avere un minimo di sostegno, adesso si ritrovano abbandonate a loro stesse e a subire lo stigma di una narrazione tossica, lasciate al loro destino da una propaganda odiosa e classista. E se guardiamo al nostro territorio, è inutile che si continui a dire che quelle persone potrebbero andare a lavorare negli alberghi, perché anche in questo caso, chi dice una cosa del genere non sa di cosa sta parlando".

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