Report dell'Arpae, Riccione maglia nera per la qualità delle acque di balneazione

La classificazione, elaborata sui dati di monitoraggio 2014–2017, evidenzia complessivamente un buono stato qualitativo

Nel corso della stagione 2017 nella provincia di Rimini sono stati effettuati  318 campionamenti dei quali, secondo i risultati, 15 non sono stati trovati conformi. Tutti gli episodi di inquinamento sono stati di breve durata: il rientro è stato accertato con campioni aggiuntivi prelevati il giorno successivo a quello del prelievo programmato in 13 casi, due giorni dopo in 4 casi. Breve, di conseguenza, la durata dei divieti temporanei di balneazione. Gli esiti non conformi sono stati sempre gestiti dai Comuni con l’adozione di divieti temporanei di balneazione sanciti da ordinanze sindacali; nella maggior parte dei casi (14 su 17) le ordinanze sono state emanate con estrema tempestività, a massima tutela della salute del bagnante, sin dal giorno successivo a quello del campionamento e ad analisi ancora in corso, ma dall’esito già chiaramente sfavorevole, grazie alla procedura di pre-allerta, prima della formalizzazione dell’esito definitivo in un rapporto di prova. Misure di gestione preventive, per gestire situazioni di rischio legate a particolari condizioni meteorologiche, sono state adottate con ordinanze sindacali pre-stagione dai Comuni di Bellaria Igea Marina, Rimini, Riccione e Cattolica per il periodo compreso fra 27 maggio e 30 settembre.

Rispetto alla stagione 2016 sono state introdotte nelle ordinanze pre-stagione due acque nel comune di Cattolica (“Cattolica - Ventena 50m N” e “Cattolica - Ventena 50m S”) mentre ad inizio agosto, a fronte dell’avanzamento lavori del PSBO (Piano di Salvaguardia della Balneazione Ottimizzato), sono state revocate le misure di gestione preventive sulle acque “Bellaria - Pedrera Grande N” e “Torre Pedrera - Pedrera Grande S” nei comuni di Bellaria Igea Marina e Rimini rispettivamente, come già avvenuto nella stagione precedente per le acque “Viserba - Spina-Sacramora” e “Rivabella - Turchetta” del comune di Rimini.

La classificazione delle acque di balneazione, elaborata sui dati di monitoraggio 2014–2017, evidenzia complessivamente un buono stato qualitativo delle acque di balneazione dell’Emilia-Romagna: il 92 %, in ampiezza, delle acque risulta “Eccellente” rispetto al 91% dello scorso anno. Per la qualità delle acque dell’Emilia-Romagna, che ha mostrato dal 2014 al 2016 un progressivo incremento del numero delle acque collocate in classi diverse da “Eccellente”, nel 2017 si nota un’inversione di tendenza: sono peggiorate tre acque, ma ne sono migliorate cinque. Complessivamente il numero di acque con classificazione diversa da “Eccellente” si abbassa da 14 a 12, includendo anche l’acqua “Riccione - Foce Marano 50m N” che, in attesa di classificazione nel 2016, è stata riclassificata quest’anno come “Sufficiente”. Anche l’ampiezza delle acque “Eccellenti” è passata dal 91% del 2016 al 92%. Le acque non “Eccellenti” sono situate per lo più (l’80% circa) in prossimità delle foci di corsi d’acqua, a conferma dell’importanza degli apporti fluviali nel determinare la qualità delle stesse. Le condizioni meteo-climatiche, che incidono in maniera importante sulla qualità delle acque marine di balneazione, in relazione soprattutto agli apporti fluviali e alle caratteristiche del sistema fognario, quest’anno non hanno influito molto sugli esiti del monitoraggio, data la scarsità e la collocazione temporale degli eventi piovosi, che non possono quindi essere presi a giustificazione dei superamenti del limite rilevati nella scorsa stagione.

===> Segue con i dati di ogni Comune

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