Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Retrocessione Rimini Calcio, Gnassi scrive al Ministro: "Ecco come evitare un grave torto"

Il primo cittadino suggerisce a Spadafora un emendamento all’articolo 218 del decreto ‘Rilancio’ per salvare le squadre calcistiche

Il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, prende carta e penna e scrive una lettera aperta al Ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora in un estremo tentativo di salvare la squadra locale dalla retrocessione a tavolino. Il primo cittadino suggerisce un emendamento all’articolo 218 del decreto ‘Rilancio’ che tende ad assicurare che ogni decisione contenuta nei provvedimenti delle federazioni sportive relativi all’annullamento, alla prosecuzione e alla conclusione delle competizioni e dei campionati, professionistici e dilettantistici, ivi compresa la definizione delle classifiche finali, per la stagione sportiva 2019/2020 venga assunta limitando al massimo ogni potenziale disparità di trattamento tra le società sportive che abbiano tenuto condotte pienamente rispettose delle norme giuridiche e sportive e società sportive che abbiano posto in essere violazioni delle medesime norme. L’emendamento mira in questo modo ad assicurare che il merito sportivo sia oggetto di una valutazione una volta che sia accertata l’insussistenza di violazioni dell’ordinamento giuridico nazionale (regolarità contributiva) e di quello sportivo (regolarità delle norme federali, fideiussioni, regolarità nei pagamenti degli stipendi degli atleti e del personale delle società.

“Illustrissimo Ministro - scrive Gnassi - nel nome dei principi della trasparenza, dell’onestà, dell’etica sportiva, della lealtà, del rispetto, le chiedo di fare proprio il seguente emendamento all’articolo 218 del decreto ‘Rilancio’, in fase di conversione in legge. Con questa modifica si impedirà di produrre un grave danno e torto alla società calcistiche, tra queste il Rimini FC, in regola con tutti i parametri d’iscrizione e con le spettanze dei pagamenti ad atleti e personale impiegato. E’ ragionamento cristallino e improntato al raziocinio il considerare la piena e totale aderenza alle norme la precondizione per qualsivoglia altro intervento sulle classifiche, pur in stato di oggettiva emergenza. E’ inaccettabile e fortemente diseducativo sotto ogni punto di vista che tra gli algoritmi contorti e spesso incomprensibili sui quali vengono assegnate d’imperio promozioni e retrocessioni, non stia per prima e invalicabile la correttezza dei bilanci, il pagamento del personale, il versamento dei contributi, le fidejussioni sottoscritte. La madre di tutte le regole, la condizione originaria da cui solo successivamente può generarsi ogni altra considerazione. Accogliendo tale emendamento, si darà un grande contributo a promuovere i valori fondanti dello sport, che non hanno niente a che fare con il riconoscere premi a chi non ne ha diritto per regola e comportamenti. Sono sicuro che terrà in debito conto questa proposta, intrinsecamente legata a tutto ciò che un’istituzione deve fare per valorizzare e incentivare una vera e diffusa etica sportiva".

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