Condannato per violenza sessuale su un minorenne, ci sarà la revisione del processo di Guido Milani

Ci sarà la revisione del processo che ha portato alla condanna definitiva di Guido Milani, regista e fondatore della onlus "Ragazzi e cinema" di Bellaria, per una vicenda di violenza sessuale nei confronti di un minorenne

Ci sarà la revisione del processo che ha portato alla condanna definitiva di Guido Milani, regista e fondatore della onlus "Ragazzi e cinema" di Bellaria, per una vicenda di violenza sessuale nei confronti di un minorenne.  La Corte d’Appello di Brescia si è pronuncia sull’accoglimento dell’istanza di revisione, concedendo al Milani di portare in giudizio due perizie che non vennero considerate nell'iter processuale che condusse alla condanna a 4 anni e mezzo, e che, secondo la sua difesa, attesterebbero "in modo inconfutabile la sua innocenza". 

Lo scorso mese di marzo Milani venne arrestato, in esecuzione ad un ordine di cattura a seguito del processo che lo vedeva accusato di  prostituzione minorile, violenza sessuale e cessione di stupefacenti. Da quiel momento Guido MIlani si trova nel carcere di Modena. Le indagini sfociate poi nel processo milanese erano iniziate con la denuncia di un ragazzino, conosciuto su un sito di incontri sessuali e che - secondo il giudizio già concluso - fu oggetto di attenzioni illecite del regista quando era ancora minorenne, ed in particolare una violenza sessuale con penetrazione anale.

Tuttavia, è il presupposto che anima la richiesta di revisione, il regista non sarebbe fisicamente in grado di compiere atti sessuali completi. Spiega la nota dell'associazione "Ragazzi e cinema" che si batte da sempre convinta dell'innocenza del suo fondatore: "Milani all’inizio si affida ad un avvocato, confessandogli di essere vergine  e di non avere mai avuto alcun rapporto sessuale a causa di un problema fisico genitale che lo porta all’impossibilità di concludere rapporti sessuali . Il suo difensore ritenne che tale affermazione non poteva essere dimostrata e archiviò l’argomento. Guido decide di cambiare avvocato affidandosi all’avv. Renato Pulcini solo  dopo la conclusione del  processo di primo grado celebrato con rito abbreviato (conclusosi con una condanna) e trova il coraggio di raccontare della sua menomazione al suo nuovo difensore che subito si attiva per capire se la cosa potesse essere supportata da una perizia medica. Il dott. Gianni Cancarini visita Guido e accerta che il suo stato non gli consente di avere rapporti sessuali tantomeno violenti e anali ma nella causa di appello questa perizia non viene accolta per motivi procedurali in quanto doveva essere introdotta nel primo grado. I meccanismi procedurali prevalgono sull’accertamento della verità. L’avvocato Pulcini non si ferma e nonostante la condanna nei tre gradi di giudizio e l’incarcerazione del suo assistito, si batte affinchè venga riaperto il caso con lo strumento della revisione allegando una nuova importantissima perizia eseguita dal Prof.Maurizio Bruni docente universitario e luminare nel settore urologico che attesta non solo che Guido Milani non ha potuto avere rapporti sessuali anali violenti ma che è illibato e non può assolutamente avere mai avuto alcun rapporto di penetrazione".

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L’avvocato Renato Pulcini dichiara da parte sua: ”Sono soddisfatto dell’accoglimento della nostra istanza di revisione che dona una speranza al mio assistito che da 8 mesi si trova in carcere da innocente e nonostante la grande tensione emotiva e lo stress psicologico e fisico, ha un comportamento carcerario esemplare aspettando che finalmente i giudici possano avere il quadro completo della situazione e capire che egli  non ha mai commesso il reato per cui è stato condannato. Una grande opportunità che apre una visione a 360 gradi sul giudizio nei confronti di Guido partito monco a causa della mancanza in atti della prova principe della sua innocenza. Un risultato che apre una speranza per Guido, per la sua famiglia e per tutta la comunità di Ragazzi e Cinema che da mesi lo sostiene e lo aspetta a braccia aperte".

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