Riccione, in manette la famiglia di ladri e spacciatori

Oltre a padre, madre e figlio, arrestato anche un amico di quest'ultimo e denunciate altre due persone. A tradire il gruppo di malviventi, l'eccessiva disinvoltura con la quale vendevano e consumavano la cocaina in piazzale Azzarita

Dopo un anno di indagini si è conclusa con 4 arresti e due denunce l'operazione dei carabinieri di Riccione chiamata "Pepenero" che ha permesso di ammanettare un'intera famiglia, originaria del napoletano, residente nella Perla Verde accusata di furto e spaccio di cocaina. Tutto è iniziato, nel 2012, con una serie di segnalazioni da parte dei residenti di piazzale Azzarita che, ai carabinieri, hanno raccontato di numerosi episodi di spaccio e consumo di gruppo di cocaina che avvenivano in maniera particolarmente disinvolta nel parcheggio. Sono quindi iniziate le indagini con gli inquirenti che, fin da subito, hanno messo nel loro mirino un 42enne, la moglie 43enne, il figlio 21enne e un amico di questi 20enne scoprendo così che, oltre allo spaccio, non esitavano a mettere a segno anche vari furti. In particolare, per il 21enne e per il 20enne si è scoperto che erano anche gli autori di un colpo, avvenuto nella notte tra l'1 e il 2 novembre 2012, ai danni del Pascucci Bio di Riccione. Il più giovane, infatti, era un dipendente del locale e sapeva dove venivano custoditi i soldi dell'incasso. Con la complicità dell'amico, erano riusciti a scassinare l'ingresso del bar e, a colpo sicuro, si erano impossessati di 7mila euro per poi fuggire.

Il gruppo, inoltre, era anche specializzato nel furto di biciclette (tra i colpi messi a segno anche quello ai danni del vice-sindaco di Riccione, Lanfranco Francolini) con la refurtiva che era stata scoperta a casa dei coniugi. Per quanto riguarda la droga, i quattro utilizzavano durante le loro conversazioni telefoniche (intercettate dai carabinieri) delle frasi in codice per ordinare la cocaina che veniva "trasformata" in pezzi di pane o pacchetti vari. All'alba di sabato, quindi, i carabinieri hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare per i quattro con marito e moglie che sono finiti in carcere mentre per il figlio e l'amico sono stati disposti gli arresti domiciliari. Altre due persone, invece, sono state indagate a piede libero per furto e spaccio di sostanze stupefacenti. 

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