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Prende dell'ecstasy e finisce in coma: il dramma di un 18enne

Voleva festeggiare i 18 anni con una serata di quelle che rimangono impresse nella memoria. Ha assunto della Mdma ed è finito in coma. E' la storia di un giovane di Cattolica

Voleva festeggiare i 18 anni con una serata di quelle che rimangono impresse nella memoria. Ha assunto della Mdma ed è finito in coma. E' la storia di un giovane di Cattolica, ricoverato in condizioni critiche all'ospedale Sant'Orsola di Bologna. Il fatto è avvenuto nella nottata tra sabato e domenica in una discoteca di Riccione. Il paziente martedì è stato sottoposto ad un intervento di trapianto di fegato. L'operazione è stata effettuata dall'equipe del professor Antonio Pinna.

L'organo proviene da Foggia ed è giunto nel capoluogo felsineo in poche ore. Inizialmente il diciottenne era stato ricoverato nel reparto di Rianimazione dell'ospedale “Ceccarini” di Riccione, in prognosi riservata. Sulla questione è intervenuto il presidente della Provincia, Stefano Vitali, che ha parlato di “un dramma, quello del consumo di sostanze stupefacenti, tremendamente attuale, che non appartiene a luoghi lontani ma investe anche noi che viviamo in questo territorio”.

“Un verminaio articolato, quello che gira intorno allo spaccio e al consumo, che si caratterizza sempre più per la sua trasversalità e persino ‘attrattività’ sociale – ha proseguito Vitali -. Non più solo una sacca di disagio isolata e circoscritta, e nemmeno più solo il consumo di cocaina da “business – man”, ma una diffusione oramai calata nella quotidianità di tante vite apparentemente normali e inserite in un contesto sociale ‘normale’”.

“Tutto questo rende ancora più difficile trovare i giusti strumenti per intervenire ad arginare quella che non ho timore di definire una vera e propria “emergenza sociale” - ha aggiunto il presidente della Provincia -. A complicare ulteriormente il quadro, la differenziazione che oramai caratterizza il mercato delle droghe, con sostanze di nuova generazione che contribuiscono a creare quel nuovo fenomeno, in grande espansione, rappresentato dalla “poliassunzione”, cioè l'uso combinato di più sostanze”.

“È allora evidente che da questo quadro sconfortante se ne esce solo tutti insieme, con un moto di indignazione del corpo sociale italiano e riminese – ha continuato Vitali -. Senza una comunità sana, una famiglia vicina, genitori attenti e presenti, un sistema educativo sensibile, nessuno può fare nulla di veramente incisivo, neanche i migliori servizi di prevenzione. Serve una nuova cultura di vita di tutto il corpo sociale e civile delle nostre comunità. Questi drammi, che non devono passare nel dimenticatoio ma affrontati con il coraggio di guardarsi negli occhi, sono punte estreme di uno stile di vita malato che deve essere fermamente condannato, contrastato, e radicalmente cambiato”.


“Sono convinto – ha concluso il presidente della Provincia - che la nostra società ha nel suo dna gli anticorpi per riuscire nel cambiamento, ma la frequenza di questi drammatici episodi (solo un anno fa vi fu una vittima) mi fa pensare che il tempo stringa e la lotta contro questa piaga stia diventando difficile. Il ‘fascino del male’ è diventato ‘la moda del male’. Se non vi sarà una reazione uguale e contraria dal punto di vista culturale e nella quotidianità dei nostri ragazzi, tali tragedie non solo non si fermeranno ma rischiano di aumentare”.

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