Il caso del Tubo Tucker si chiude dopo 11 anni con una prescrizione

La Corte di Cassazione mette la parola fine alla vicenda del tubo "miracoloso" prodotto dalla ditta riccionese di Mirco Eusebi e Ivana Ferrara. L'apparecchiatura commercializzata avrebbe dovuto abbattere l'inquinamento dei gas di scarico e far risparmiare combustibile e costi per aziende e privati

Dopo 11 anni, con una dichiarazione di prescrizione, la Corte di Cassazione mette la parola fine al caso Tucker, il tubo miracoloso prodotto dalla ditta riccionese di Mirco Eusebi e Ivana Ferrara. Ieri in tarda serata la sentenza dei giudici romani che hanno accolto il ricorso di legittimità proposto dai difensori dei coniugi, gli avvocati Stefano Caroli e Gian Paolo Colosimo, condannati in Appello (6 anni lui, 5 anni e 7 mesi lei) per associazione per delinquere.

Una lunga vicenda giudiziaria che termina con la prescrizione e quindi l'estinzione dei reati che in primo grado erano valsi 11 anni e 4 mesi per Eusebi e 10 anni e 10 mesi per la moglie. Il processo arrivato in Appello già con la prescrizione del reato di truffa, si era concluso con le condanne per la sola associazione per delinquere, definitivamente annullate dalla Cassazione. La vicenda era legata alla commercializzazione di una sorta di tubo di scappamento che - sulla carta - avrebbe dovuto abbattere l'inquinamento dei gas di scarico e far risparmiare combustibile e costi per aziende e privati.

Della vicenda se ne era occupata anche Striscia la Notizia: il Tg satirico di Canale 5, alla  viiglia degli arresti, aveva mandato in onda un breve filmato per smascherare, attraverso un attore nei panni dell'aspirante venditore dei magici tubi, gli strani meccanismi di reclutamento e di fidelizzazione della rete di vendita.

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