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Riccione, interventi per l'ambiente marino: barriere artificiali sommerse al largo

Il progetto prevede tre diverse tipologie, sperimentali, di manufatti: la prima, di tipo reticolare, è formata da pilastri e travetti, per un ingombro complessivo di 5m x 5m ed un’altezza di 5 metri

Sono in corso da questa settimana i lavori di posa dei manufatti previsti nell’ambito del progetto di valorizzazione del sistema di barriere sommerse presente nello specchio di mare antistante il comune di Riccione, a circa 4,5 km (2,5 miglia) al largo della costa. L’intervento, del costo complessivo di 302.500 euro, è promosso dalla Regione Emilia Romagna con risorse del  Fondo Europeo per la Pesca (FEP) – Misure intese a preservare e sviluppare la fauna e la flora acquatiche. E’ coordinato dal Servizio Sviluppo dell’Economia Ittica e delle Produzioni Animali della Regione e curato, per la fase di progettazione e direzione lavori, dai tecnici del Servizio Tecnico di Bacino Po di Volano e della Costa e del Servizio Tecnico di Bacino Romagna.

L’obiettivo è quello di incrementare le opportunità di riproduzione e alimentazione per le diverse specie ittiche, contribuendo, insieme alle necessarie misure gestionali, ad attenuare i problemi, sempre più gravi concernenti l’eccessivo sfruttamento delle risorse alieutiche del mare Adriatico. La posa di barriere artificiali sommerse è finalizzata a garantire la presenza di substrati solidi laddove questi sono naturalmente assenti e prevalgono i fondali sabbiosi o fangosi (è il caso del nostro mare Adriatico). In questo modo si fornisce un valido appiglio alle forme sessili dello zooplancton e del fitoplancton che rapidamente colonizzano i manufatti, creando una ricca quantità di biomassa, che va a formare il primo anello della catena alimentare marina.

Non appena colonizzati, questi elementi artificiali assumono un forte effetto di richiamo per le specie ittiche (triglie, sogliole, mormore, ma anche, palamiti, saraghi, orate, ombrine, corvine) che qui trovano condizioni ottimali per l’alimentazione e, talvolta, per la riproduzione, favorendo un’azione di naturale ripopolamento del mare. Queste aree divengono, così, ambienti particolarmente ricchi e interessanti per le osservazioni dei subacquei che spesso vengono coinvolti nelle attività di monitoraggio. L’area di posa al largo di Riccione ha una superficie complessiva di 80.000 metri quadrati ed è localizzata in prossimità di allevamenti di mitili del tipo long line. Qui è interdetta la pesca e sono già presenti diverse strutture piramidali posate dal Centro Ricerche Marine di Cesenatico nel 2008 oltre ad altri piccoli elementi sistemati dalla coop. M.A.R.E. di Cattolica, che, sulla base degli esiti del monitoraggio, sono risultati particolarmente ricchi in specie e biomassa.

Negli anni la presenza delle strutture esistenti ha costituito un notevole ostacolo nei confronti della pesca a strascico illegale all’interno delle tre miglia e, conseguentemente, la protezione delle risorse alieutiche. Il connubio tra le strutture flottanti, rappresentate dai filari di mitili, e dalle barriere artificiali, localizzate invece sul fondo, ha determinato nel tempo ambienti idonei ad accogliere popolazioni ittiche caratteristiche sia di ambiente pelagico, sia necto-bentonico, e favorito l’instaurarsi di importanti relazioni trofiche tra le varie componenti.

Con l’intervento in corso si procede, quindi, ad una integrazione del sistema di barriere esistente in direzione di un completamento e di un incremento della sua efficienza, con l’obiettivo di contribuire ad incrementare e stabilizzare i risultati già ottenuti. Saranno posati sul fondale, a circa 10 m di profondità, complessivamente 34 nuovi manufatti, realizzati in calcestruzzo armato del tipo sea-friendly del tutto compatibile con l’ambiente marino.

In particolare, il progetto prevede tre diverse tipologie, sperimentali, di manufatti: la prima, di tipo reticolare, è formata da pilastri e travetti, per un ingombro complessivo di 5m x 5m ed un’altezza di 5 metri; la seconda, di tipo scatolare, è formata da un incastro di cubi delle dimensioni di 4m x 4m sormontato da un anello multiforato, per un’elevazione totale dal fondo di 4 m; la terza, di tipo a colonna, è formata da un plinto in cui si inserisce un pilastro di altezza totale 5 m e sezione 0,5m x 0,5m. Le operazioni di posa andranno avanti per circa due settimane, condizioni del mare permettendo.

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