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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca Riccione

Riccione, la denuncia di Goletta Verde: mare fortemente inquinato alla foce del Marano

In Emilia Romagna la siccità aiuta la qualità del mare ma permane la stessa criticità da 6 anni: per le analisi di Goletta Verde resta “fuorilegge” la foce del Torrente Marano a Riccione.

In Emilia Romagna la siccità aiuta la qualità del mare ma permane la stessa criticità da 6 anni: per le analisi di Goletta Verde resta “fuorilegge” la foce del Torrente Marano a Riccione. Per questo Legambiente, l’associazione della Goletta Verde fa sapere che “in assenza di un segnale chiaro da parte delle istituzioni è pronto l’esposto di Legambiente per chiarirne le ragioni”. In particolare su undici punti monitorati da Goletta Verde in Emilia-Romagna quello in provincia di Rimini giudicato inquinato da presenza di enterococchi o escherichia coli.

Spiega una nota dell’associazione ambientalista: “Già nel 2016 avevamo chiesto soluzioni al problema. È scaduto il tempo per rimandare ancora l’avvio di azioni concrete utili a comprendere le cause di inquinamento che, anno dopo anno, continuiamo a denunciare a mare dagli stessi bacini. Serve un’azione di responsabilità da parte delle amministrazioni costiere ed interne”.
E’ una situazione dai due volti quella della qualità del mare in Emilia Romagna. Se da un lato la maggior parte dei punti campionati nell’ambito del monitoraggio di Goletta Verde lungo le coste dell’Emilia Romagna, complice la siccità che ha ridotto gli apporti inquinanti dall’interno, non presenti criticità particolari, dall’altro i soliti corsi d’acqua continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati, che rischiano di compromettere la qualità del mare e di quei tratti di costa. È il caso del torrente Marano a Riccione, alla cui foce i tecnici di Legambiente hanno effettuato un prelievo giudicato “fortemente inquinato”, nonostante una condizione meteo complessivamente favorevole: infatti storicamente in Emilia Romagna la presenza di scarichi inquinanti che giungono fino al mare si riscontrano essenzialmente dopo eventi di forte pioggia. Merita invece un particolare apprezzamento da parte di Legambiente, il lavoro avviato sulla rete fognaria e sui depuratori sulla costa del comune di Rimini per risolvere le criticità tante volte denunciate in passato.

 Ciò è quanto emerge dal monitoraggio svolto lungo le coste dell’Emilia Romagna dall’equipe tecnica di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente (realizzata anche grazie al sostegno del CONOU - Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati e dei partner tecnici Aquafil, Novamont, Nau), presentato sabato mattina in conferenza stampa a Cesenatico, da Lorenzo Frattini, presidente Legambiente Emilia Romagna e Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde. 

I prelievi e le analisi di Goletta Verde sono stati eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente il 31 luglio. I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e sono considerati come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori. Se tutto risultata mediamente nella norma, “Fortemente inquinato”, invece, il giudizio emerso dal campionamento effettuato alla foce del Torrente Marrano a Riccione, che ha confermato una situazione invariata rispetto agli anni scorsi.

“Anche se nel complesso il monitoraggio di Goletta Verde può dirsi positivo – sottolinea Lorenzo Frattini, presidente di Legambiente Emilia-Romagna – la nostra attenzione si rivolge ancora una volta verso quell’unico punto critico denunciato ormai da 6 anni, presso la foce del torrente Marano a Riccione, che necessita con urgenza di controlli seri e approfonditi. È scaduto il tempo per rimandare ancora l’avvio di azioni concrete utili a comprendere e a rimuovere le cause di inquinamento che, anno dopo anno, continuano a giungere in mare dagli stessi bacini idrici. Ora basta, a fronte dell’assenza di un chiaro segnale da parte dell’istituzioni così come di un’azione di responsabilità, siamo pronti a fare un esposto per chiarirne le ragioni”.

Il Comune di Riccione da parte sua fa sapere che è in corso “un impegno già avviato di risanamento del torrente: un impegno per il quale l’amministrazione chiederà anche un contributo alla Regione  sollecitando interventi di risanamento dell’asta fluviale”. Ed ancora: “Si ricordano al contempo i recenti sopralluoghi eseguiti, sia lungo il Marano che sul Rio Melo, con l’obiettivo di  individuare l’eventuale presenza di scarichi impropri. I monitoraggi proseguiranno al fine di non abbassare la guardia su un tema così delicato e importante come la qualità delle acque”. Per il Comune però “per quanto riguarda la balneazione, preme sottolineare che il 31 luglio, dai campionamenti effettuati e analizzati dagli organi preposti, Arpae e Ausl, sono risultati idonee alla balneazione tutte le acque del litorale di Riccione, comprese quelle adiacenti alla foce del Marano”. Ed infine: “L’Amministrazione è tuttavia consapevole che ogni eventuale criticità, e per questo concorda con Legambiente, vada indagata e ricercata anche nel sistema depurativo. Nulla sarà lasciato al caso, la salute pubblica e la qualità del mare rimangono una priorità per l’Amministrazione. Si ribadisce infine la volontà di verificare e lavorare con tutti gli organi competenti per fare chiarezza, dove necessario, in modo tale da salvaguardare la qualità del mare e intervenire sullo stato di salute dei fiumi. La stagione turistica, complice il bel tempo e un mare, che da anni non presentava delle acque così limpide e pulite, è di primaria

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