Riccione, oltre 600 persone all'inaugurazione del Centro "Daniela Conti"

Aveva 18 anni quando, nel 2007, la leucemia l’ha strappata ai suoi genitori, che l’avevano adottata quando aveva appena 9 mesi.

Daniela Conti era l’allegria e la curiosità fatte persona. Aveva 18 anni quando, nel 2007, la leucemia l’ha strappata ai suoi genitori, che l’avevano adottata quando aveva appena 9 mesi. Daniela era affetta da sindrome di Down e la sua è stata sin dall’inizio una storia di accoglienza. Per questo è dedicata a lei la Casa di via Limentani, inaugurata domenica pomeriggio alla presenza del Vescovo di Rimini Francesco Lambiasi, del Sindaco Massimo Pironi, di numerose autorità cittadine e di oltre 600 persone.

La nuova struttura, una proprietà comunale affidata in convenzione all’Associazione Centro 21, ospiterà attività formative e progetti di autonomia residenziale per persone con sindrome di Down e altri disturbi psichici. Al taglio del nastro e alla benedizione del Vescovo Lambiasi è seguita la visita della struttura, composta da un grande salone vetrato al pianoterra, con funzione di laboratorio per le attività di lavoro, una sala da pranzo e una cucina, cinque camere con servizi al primo piano, per un totale di 8-9 posti letto, una grande terrazzo, in tutto 230 metri quadrati.

Al piano terra è stato possibile visitare la mostra “Che cos’è l’uomo e perché te ne ricordi?” Genetica e natura umana nello sguardo di Jerome Lejeune, genetista francese a cui si deve la scoperta del Cromosoma 21 all’origine della Sindrome di Down. Di lui, della sua grande umanità verso pazienti e le loro famiglie, e della sua straordinaria scoperta, avvenuta nel 1959, ha parlato il dott. Pierluigi Strippoli, professore di Biologia applicata dell’Università di Bologna. Prima e dopo l’avvincente racconto del dott. Strippoli, le applaudite esibizioni dei ragazzi della Compagnia del Centro 21, diretta dalle insegnanti Eleonora Gennari e valeria Fiorini, in “Gustosa”, un varietà tutto da gustare con coreografie e musiche tratte da famosi musical quali Hair Spray, Grease, The Blues Brothers.

“Mi colpisce molto questa frase: anch’io voglio volare, che avete voluto riproporre per questa occasione – ha detto il Vescovo Francesco Lambiasi al termine della sua benedizione. Credo che sia una frase pronunciata da Daniela Conti, dopo aver visto delle rondini volare in cielo. Mi fa venire in mente una bella poesia sugli angeli. Si dice che gli angeli possono volare solo a due a due, perché ognuno di loro ha solo un’ala, e così possono volare solo abbracciati. Vorrei dunque che questa casa “Daniela Conti” possa aiutare anche noi a volare abbracciati”.

“Arriva finalmente a compimento quello che all’inizio di questo mandato sembrava solo un sogno” – è stato il commento del Sindaco Massimo Pironi, che non saputo nascondere l’emozione, al termine di un percorso umano, prima ancora che amministrativo. “Riccione diventa ancora una volta un punto di riferimento di un’esperienza molto forte. L’idea di una città che sa accogliere tutti. Di fatto questa casa sarà non solo dei ragazzi e delle famiglie di Riccione ma anche di quelle dei comuni vicini, dell’intero comprensorio Sud. In un momento in cui la politica sembra guardare altrove, abbiamo dimostrato, come amministrazione, mondo dell’associazionismo e del volontariato, e come città di saper lavorare per e non contro. Questo centro è un vero esempio di cittadinanza attiva. Ed è anche uno degli atti più qualificanti di questa Amministrazione, che – lo ricordo qui con orgoglio – ha esordito proprio con l’atto di assegnare la casa del custode del municipio alla casa famiglia dell’Associazione Giovanni XXIII.”

A ringraziare tutti coloro che con il loro apporto, grande o piccolo, hanno contribuito alla realizzazione del Centro Daniela Conti è toccato infine a Cristina Codicè, presidente dell’Associazione Amici del centro 21: a partire dal Comune, che ha messo a disposizione l’immobile di via Limentani, abbattuto nell’ottobre 2011 e ricostruito, ai progettisti (ach Donatella Fini e Polistudio Riccione) tecnici, artigiani, fornitori, circoli di buon vicinato, semplici cittadini che non hanno lesinato energie, competenze e donazioni.

La ristrutturazione di Casa Limentani ha avuto un costo di 564.000 mila euro, coperti per il 31,35 per cento da contributo regionale (pari a 177.074 euro). A questa somma si è aggiunto il contributo del Comune per 150 mila euro. Il resto a carico delle famiglie del Centro 21, per i rimanenti 237.736 euro. L’Amministrazione comunale si è fatta anche carico di realizzare il parcheggio estermo (7 nuovi posti auto) e i marciapiedi antistanti la casa, per ulteriori 25mila euro. Geat si è presa cura delle potature, del giardino interno ed esterno, delle siepi

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