Prostituzione in strada: scattano i divieti e le multe a Riccione

Il Comune firma l'ordinanza per contrastare il fenomeno, pugno duro per i recidivi

E’ stata firmata il 14 maggio dal sindaco Renata Tosi, l’ordinanza contingibile e urgente per prevenire e contrastare i pericoli cagionati dai comportamenti connessi all’esercizio della prostituzione sulla pubblica via. L’ordinanza predisposta dal Comando della Polizia Locale sarà in vigore fino al 30 settembre 2019.

Per effetto dell’ordinanza comunale per esigenze di sicurezza pubblica finalizzata alla prevenzione di ogni forma di illegalità legata al fenomeno della prostituzione è vietato “porre in essere comportamenti diretti in modo non equivoco ad offrire prestazioni sessuali a pagamento, consistenti nell’assunzione di atteggiamenti di richiamo, invito, saluto allusivo ovvero nel mantenere abbigliamento indecoroso o indecente in relazione al luogo ovvero nel mostrare nudità, ingerendo la convinzione di esercitare la prostituzione. La violazione si concretizza con lo stanziamento e l’appostamento della persona, l’adescamento di clienti e l’intrattenersi con essi o con qualsiasi altro atteggiamento o modalità comportamentali, compreso l’abbigliamento, che possano ingenerare la convinzione che la stessa stia esercitando la prostituzione”. E’ anche vietata la richiesta di informazioni “a soggetti che pongano in essere i comportamenti descritti o concordare con gli stessi l’acquisizione di prestazioni sessuali a pagamento, così come per i conducenti di veicoli sorpresi a seguire manovre pericolose o di intralcio alla circolazione stradale”. 

La violazione dell’ordinanza prevede una sanzione amministrativa di 516 euro (258 euro se pagati entro 60 giorni dalla contestazione o dalla notificazione dell’accertamento). Nei confronti di trasgressori risultati recidivi, a partire dalla seconda violazione in poi la sanzione verrà sempre applicata nella misura di 516 euro. 

In alternativa alla sanzione stabilita dal’ordinanza, le “persone dedite alla prostituzione, vittime di violenza o di grave sfruttamento ovvero in stato di particolare disagio, potranno essere avviate a programmi di sostegno e reinserimento psicologico e sociale attivi sul territorio comunale per il loro recupero”. 


 

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