Stroncato maxi giro di usura ed estorsione: sigilli anche al night club Pepenero

Rientra nell'ambito dell'operazione Tie's Friend il provvedimento che, nella notte tra martedì e mercoledì, ha portato i sigilli al Pepenero e ad altre strutture di Riccione coinvolte nel fallimento di una società

Foto tratta dal web

Rientra nell’ambito dell’operazione Tie’s Friend il provvedimento che, nella notte tra martedì e mercoledì, ha portato i sigilli al Pepenero e ad altre strutture di Riccione coinvolte nel fallimento di una società acquistata, secondo l’accusa, con soldi provenienti da un prestito usuraio ed estorsivo. Le indagini delle Fiamme Gialle hanno portato, oltre al quello del Pepenero, il sequestro di un ristonate di Misano, il 100% delle quote della società proprietaria dell’immobile del Bingo di Riccione e una villa di Misano Monte, per un valore complessivo di 5 milioni di euro. Allo stesso tempo sono stati accertati reati di natura fallimentare commessi da 5 persone tra cui un noto professionista 46enne, una imprenditrice 42enne, un pregiudicato e altri due imprenditori.

Tutto è partito dall’acquisto, della società in questione da parte di un'altra che, al suo interno, vantava la proprietà dei beni sequestrati dalla Guardia di Finanza. A sua volta, quest'ultima amministrata di fatto dal professionista e dalla moglie, utilizzava come paravento altre due società fiduciarie. Nel luglio del 2008, quando c'è l'acquisto della società da una famiglia di imprenditori riccionesi, il prezzo di vendita venne fissato a 13,5 milioni di euro dei quali, in realtà, ne vennero pagati solo 8,5 arrivati da prestiti concessi dalle banche al professionista. Per i restanti 5 milioni, che corrispondono al debito usuraio ed estorsivo emerso con l’operazione Tie’s Friend, il professionista costituì un pegno sulle quote della società acquirente pari al 63,9%. Un debito che, di fatto, non venne mai saldato dal professionista il quale, per riuscire a far fronte a quei 5 milioni, ha iniziato a spogliarla dei suoi beni attraverso un complesso giro di società nelle quali, per l’accusa, sono poi finiti gli immobili sotto sequestro.

Ed è in questo giro di vendite che rientra il Pepenero infatti, secondo quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle, nell’aprile del 2009 una delle società ha ceduto ad un’altra, per 50mila euro, il night riccionese. Un’operazione ben al di sotto del valore reale di mercato tanto che, in seguito, venne rettificata in quanto l’Agenzia delle Entrate non ritenendo congrua la cifra dispose la modifica del prezzo a 725mila euro. Soldi che, tuttavia, non sono mai entrati nelle casse. A disporre l’affitto del ramo d’azienda del Pepenero è stato lo stesso professionista il quale, per l’accusa, si era accollato un debito della precedente proprietà a ristoro del debito personale, da 5 milioni, sorto nell’acquisto della prima società. In seguito ci sono stati altri passaggi nella gestione del locale ma tutti i canoni, nominalmente al di sotto del valore di mercato, non sono mai transitati nelle casse della società.

Discorso analogo per quanto riguarda la lussuosa villa di Misano che, rientrando nel patrimonio della società, faceva sempre parte dello scoperto di 5 milioni mai pagato dal professionista. L’abitazione, del valore stimato di 800mila euro, era stata venduta dal professionista ai suoi creditori distraendola dal patrimonio aziendale.

All’interno della società, inoltre, vi era la anche quella proprietaria dell’immobile dell’ex Hotel Excelsior poi trasformato in Sala Bingo. In questo caso due prestanomi del professionista, che lo avevano aiutato a cercare fondi per rientrare dal debito di 5 milioni, hanno incassato i canoni di locazione a titolo di risarcimento per il debito senza mai farli transitare nella società. Successivamente, in virtù dei grossi debiti che la società aveva contratto con le banche, era stata rivenduta all’irrisoria cifra di €10,400,00.  Anche in questa occasione il denaro percepito per i canoni di locazione non risulta transitato nelle casse della società.

LE DICHIARAZIONI DEL SINDACO ANDREA GNASSI - “Un uno-due ben assestato. E’ notizia di oggi l’ennesima importante operazione anti-usura portata a termine dalla Guardia di Finanza, dopo gli arresti e i sequestri compiuti la scorsa settimana. Si tratta di un grande colpo, perché arriva dopo mesi di indagini non semplici e perché arriva dritto al cuore del problema. Per questo motivo mi sento di rinnovare i complimenti e soprattutto i ringraziamenti agli uomini della Guardia di Finanza per l’ottimo lavoro svolto”.

“Il nostro è un territorio appetibile per la criminalità organizzata, ma dimostra di possedere i giusti anticorpi per reagire. Per questo alimenteremo il sistema di relazioni che abbiamo messo in piedi tra enti locali, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, al fine di raccogliere le segnalazioni dei cittadini e delle categorie e girarle agli organi competenti. La nostra collaborazione sarà sempre massima e gli occhi sempre ben aperti per supportare il lavoro delle forze dell’ordine in difesa dell’economia sana del territorio”.

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