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Riccione rilancia il ruolo del Vigile di quartiere

Riccione rilancia la figura e il ruolo del Vigile di quartiere: un volto amico e conosciuto da tutti, pronto a intervenire per risolvere ogni tipo di problema legato alla vita dei cittadini

Riccione rilancia la figura e il ruolo del Vigile di quartiere: un volto amico e conosciuto da tutti, pronto a intervenire per risolvere ogni tipo di problema legato alla vita dei cittadini, in funzione di ascolto e di controllo del territorio piuttosto che di sanzione dei cattivi comportamenti. Meno multe, insomma, e più dialogo con i residenti, i commercianti, i responsabili dei circoli del Buon Vicinato. Il Nucleo “di prossimità territoriale”, questo in burocratese il nome del servizio predisposto dalla Polizia Municipale a partire dal gennaio 2011, è composto di quattro agenti (Maurizio Bacchini, Stefano Villa, Francesco Geronimo e Demetrio De Cicco) coordinati da un responsabile, l’Istruttore Capo Stefano Silvagni.

“Il loro compito non è fare le multe – conferma l’Assessore alla polizia muncipale Lanfranco Francolini – ma stare vicino ai cittadini, conoscere i loro problemi, raccogliere le segnalazioni di ogni tipo, dai cassonetti dell’immondizia lasciati in disordine, una buca sull’asfalto, eventuali famiglie o anziani in difficoltà, finestre stranamente chiuse da giorni, che potrebbero segnalare possibili cause di disagio sociale, presenze insolite che si aggirano nel quartiere, ragazzini maleducati che spadroneggiano in qualche piazza o parco. In una parola: conoscere il territorio comunale palmo a palmo, saper prevenire gli eventuali problemi e segnalarli ai soggetti competenti, da Geat per le manutenzioni a Hera per l’igiene urbana e la raccolta dei rifiuti. Pensiamo che la fiducia conquistata presso i cittadini, e l’intervento di ‘moral suasion’ sia molto più importante nel risolvere i problemi che mostrare subito l’aspetto punitivo. Certo, quando serve, si arriva anche alla  multa. Ma solo come estrema ratio.”

Non è infrequente, inoltre, che il servizio degli agenti di prossimità venga svolto in borghese. Come nel caso delle indagini sul presunto “Corvo”, il soggetto che nei mesi scorsi ha ricoperto gli angoli della città di scritte oltraggiose. Dopo diversi giorni di appostamenti, gli agenti del nucleo di prossimità erano sulle tracce del presunto responsabile. Lo avevano persino seguito fino in ferramenta, nel momento dell’acquisto delle bombolette di vernice. Aspettavano solo di coglierlo in flagrante. E c’erano andati vicino più volte. Solo che per sfortuna, ogni volta in cui stava il presunto corvo stava per estrarre la bomboletta e colpire, l’arrivo di un passante o di un ciclista, l’aveva convinto a rinunciare. L’intervento manesco delle vittime del “corvo”, anche loro sulle tracce del soggetto, ha poi mandato all’aria ogni possibilità di sorprenderlo sul fatto. Cosa che avrebbe poi comportato, oltre alla denuncia all’autorità giudiziaria, anche l’addebito dei costi per ripulire le scritte offensive che hanno imbrattato diversi angoli e fabbricati pubblici e privati della città.

Un’altra incombenza poco piacevole affidata al Nucleo di prossimità c’è anche quella sul controllo dei cassonetti della nettezza urbana lasciati in disordine e con i sacchi dei rifiuti abbandonati a terra. In questo caso il ricorso alla telecamera mobile “Wally” è fondamentale nell’individuazione degli screanzati. E dove Wally non arriva non resta che infilarsi un paio di guanti e mettere le mani nel sacchetto abbandonato alla ricerca di una busta intestata o di un indizio che consenta di risalire in modo certo al responsabile.

C’è poi il controllo dei parchi, grazie al rapporto stretto e continuo con i responsabili dei 25 circoli di Buon vicinato; quello sul comportamento dei cani portati a passeggio sul lungomare e nelle altre aree pedonali; il fenomeno delle vecchie autovetture abbandonate nei parcheggi pubblici, il ritrovamento di biciclette e motorini rubati, lo scarico abusivo di calcinacci nelle aree più periferiche della città.

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