Marano, rissa tra stranieri: sigaretta accesa sul collo, sassaiola e frustate

Di nuovo un fatto di cronaca al Marano, che vede coinvolti questa volta un gruppo di magrebini, tra cui una donna che, invece di godersi in tranquillità il sabato sera, hanno trasformato il piacere in violenza spinti dai fumi dell’alcol

Di nuovo un fatto di cronaca al Marano, che vede coinvolti questa volta un gruppo di magrebini, tra cui una donna che, invece di godersi in tranquillità il sabato sera, hanno trasformato il piacere in violenza spinti dai fumi dell’alcol. Quest’ultimo caso è accaduto in un locale etnico di viale D’annunzio, dove un'insensata rissa ha portato all’ospedale alcuni ragazzi che avevano discusso con il proprietario del locale, dopo che quest’ultimo li aveva allontanati causa delle avances un pò sopra le righe fatte da uno di loro ad una cliente.

Infatti, prima di uscire dal locale, Y.L. (le sue iniziali), 30enne marocchino di fatto residente a Pesaro, ha spento una sigaretta sul collo del proprietario del locale, un 33enne marocchino residente a Rimini. Quest'ultimo ha reagito, colpendo con una grossa catena di ferro gli avventori molesti. A quel punto si è infiammata la rissa, poi continuata con sassi recuperati per strada e cinture in cuoio che indossavano in quel momento.

La rissa si è conclusa solo grazie al tempestivo intervento dei Carabinieri, nel frattempo allertati da un giovane italiano, che a fatica e solo dopo svariati minuti sono riusciti a sedare, dato che i quattro incuranti delle divise hanno continuato darsele di santa ragione. Nel dividere i 4 indemoniati, un militare ha riportato la frattura al pollice e ne avrà per almeno 20 giorni. Gli altri protagonisti della rissa sono stati tutti refertati e dimessi con pochi giorni prognosi.

Il 30enne, insieme ad altri due marocchini, la 24enne Y.L. e il 27enne R.L, rispettivamente sorella e fratello del primo arrestato, sono stati considerati responsabili oltre che di rissa anche di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il fratello maggiore dovrà rispondere anche di danneggiamento aggravato di edificio pubblico in quanto, per i ripetuti colpi, ha danneggiato la struttura in metallo di accesso alla camera di sicurezza. I quattro arrestati saranno processati lunedì per direttissima.

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