Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca Riccione

Riccione si mobilita per candidare le sue spiagge all'Unesco

La città è la prima in Italia a correre per un riconoscimento "finalizzato alla salvaguardia e alla trasmissibilità del patrimonio culturale legato agli usi della spiaggia"

Con interviste, documenti, questionari e lettere, tutti insieme al nuovo centro documentazione di Villa Mussolini, il Comune di Riccione, nel riminese, fa un passo avanti nella candidatura delle sue spiagge all'Unesco quale bene immateriale. La città è la prima in Italia, infatti a correre per un riconoscimento "finalizzato alla salvaguardia e alla trasmissibilità del patrimonio culturale legato agli usi della spiaggia", che sarà, spiega il sindaco Renata Tosi "un riconoscimento per tutta la comunità a cui tutti partecipano".

Dai cittadini, dai bagnini, ai turisti, alle associazioni. Villa Mussolini sarà dunque la sede del Centro di documentazione, dato che la Giunta ha approvato la concessione in comodato d'uso gratuito all'associazione nata per la candidatura, di cui fanno parte realta' imprenditoriali cittadine e le cooperative bagnini. A collaborare c'è anche Guido Candela, già professore ordinario di Politica economica dell'Università di Bologna e preside della Facoltà di economia, sede di Rimini. "E' la prima volta che in Italia si chiederà il riconoscimento di un patrimonio immateriale nel Registro delle delle buone pratiche di salvaguardia presso l'Unesco- spiega Candela- Ciò rappresenta anche la volontà del territorio di rendere queste buone pratiche, fatte di capacità di accoglienza superlative, per altri Paesi. Rendere cioè trasmissibile questa nostra esperienza ad altri territorio e nel tempo".

Il Centro di documentazione sarà il luogo fisico dove studiare, raccogliere le testimonianze e mettere a disposizione della comunità questo sapere. La documentazione è peraltro necessaria alla richiesta di riconoscimento Unesco nel Registro delle buone pratiche di salvaguardia che contiene programmi, progetti e attività messi in opera con la partecipazione della comunità, del gruppo o dei singoli.

Riccione vuole quindi salvaguardare, studiare, tramandare e insegnare la sua "identità di spiaggia", quell'insieme "fatto di accoglienza e saper creare comunità e incontro tra persone di diverse provenienze in quella immensa piazza che è il litorale in estate come in inverno". Al Centro documentazione confluiranno i documenti tra cui 36 interviste a bagnini, 26 a turisti, 110 lettere di testimonianze di visitatori italiani e stranieri e 1.500 questionari ai turisti e 360 a riccionesi. "Il percorso verso il riconoscimento del patrimonio diffuso e immateriale della città di Riccione, con l'attribuzione di una sede per il suo centro documentale e' arrivato cosi' ad un punto concreto e importante- commenta Tosi - il passo successivo sara' la presentazione al ministero della Cultura della documentazione che verrà quindi trasmessa all'Unesco per l'avvio dell'istruttoria". Alla base "c'è uno straordinario lavoro di raccolta dati, comparazioni e ricerche dalle consuetudini orali alle pratiche sociali e artigianali", come pure "un lavoro di squadra del Comune e della comunita'". Si tratta di "un luogo vivo non solo oggetto di conservazione ma soggetto di divulgazione e trasmissione della conoscenza e del sapere tramite lezioni, conferenze, eventi, nuove ricerche e pubblicazioni legate alle tematiche del turismo balneare è importante per Riccione- sottolinea l'assessore al Demanio Andrea Dionigi Palazzi- Una sorta di Ecomuseo sul turismo balneare". (fonte Dire)

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