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Fuma spinello e si sente male, il sindaco: "Non lasciamo solo la scuola"

Il sindaco di Riccione, Mario Pironi, interviene sul caso della giovane studentessa di 15 anni, che ha accusato un malore dopo aver fumato uno spinello che le è stato ceduto da uno studente campano di 14 anni

“Non lasciamo sola la scuola nell’educazione dei ragazzi. Serve un nuovo patto tra tutte le agenzie educative: la scuola, la famiglie, le istituzioni, il Comune in prima fila”. Il sindaco di Riccione, Mario Pironi, interviene così sul caso della giovane studentessa di 15 anni, che ha accusato un malore dopo aver fumato uno spinello che le è stato ceduto da uno studente campano di 14 anni, che è stato denunciato dai Carabinieri con l'accusa di spaccio di droga.

Il primo cittadino condivide la preoccupazione espressa dal direttore scolastico dell’Istituto Alberghiero “Savioli”, Giuseppe Ciampoli, “che la scuola possa essere considerata l’unico agente dell’educazione dei ragazzi, e lasciata sola su questo fronte. La nostra realtà, lo sappiamo, viene percepita come una realtà orientata al divertimento. Spesso i ragazzi si sentono considerati come semplici soggetti di consumo indotto. Dalla pubblicità, dal gruppo dei compagni, dalle mode”.

“Non sempre, invece, riusciamo a comunicare il valore della responsabilità, del lavoro condotto con serietà e onestamente, del fatto che per raggiungere obiettivi importanti serve impegno, studio e spirito di sacrificio – ha proseguito il primo cittadino -. Da parte nostra, dell’istituzione Comune, certi segnali abbiamo cominciato a darli. La scorsa estate, ad esempio, con l’ordinanza che pone il divieto di vendita di alcolici ai minori dei 16 anni”.


“Un segnale di cittadinanza attiva, lo abbiamo dato anche con la consegna a tutti i neo-diciottenni della nostra Costituzione, affinchè fosse letto come una manuale di educazione civica, un insegnamento malauguratamente escluso dall’ordinamento scolastico – ha continuato Pironi -. La nostra convinzione è che la nuova frontiera per l’inclusione in una cittadinanza piena e consapevole dei nostri giovani dovrà passare per una nuova stagione di impegno civile, nel volontariato, nella tutela delle fasce più deboli e bisognose di aiuto della popolazione. Riccione ha una grande tradizione di impegno in questo campo. Non lasciamola esaurire questa vena di impegno civile e sapremo recuperare anche il rapporto e il dialogo con i nostri giovani.

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