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Riccione inaugura il sabbiodotto per difendere la costa dall'erosione

Un'opera tecnologicamente avanzata, che consentirà di far fronte al problema in modo innovativo e a basso impatto ambientale. L'impianto permetterà il ripascimento del litorale nord per circa 500 metri e dell'intero litorale sud per oltre 3 chilometri e 300 metri

È stato inaugurato venerdì mattina, dopo un anno di lavori e alcune prove tecniche di funzionamento perfettamente riuscite, il sabbiodotto permanente interrato di Riccione, co-finanziato da Regione Emilia-Romagna e Ministero dell’Ambiente con 1 milione di euro. L’impianto permetterà il ripascimento del litorale nord per circa 500 metri e dell’intero litorale sud per oltre 3 chilometri e 300 metri nel comune di Riccione. “Il sabbiodotto rappresenta un intervento innovativo, tra i pochi di questo tipo realizzati in Italia, frutto delle sinergie tra amministrazione regionale e comunale e pienamente in linea con la nostra strategia di difesa della costa, che considera prioritaria la prevenzione dei rischi tra cui quello di erosione dei litorali - ha affermato durante l’inaugurazione l’Assessore regionale alla Difesa del suolo e della costa, Paola Gazzolo. - Quest’opera garantisce la tutela del prezioso patrimonio naturalistico della Riviera adriatica, che riveste un particolare valore ambientale, turistico ed economico non solo per l’Emilia-Romagna ma per l’intero Paese. Vorrei quindi ringraziare tutti coloro che hanno lavorato con impegno e professionalità per la realizzazione dell’impianto, in particolare il Servizio tecnico Po di Volano e della costa e il Servizio tecnico della Romagna”.

Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Riccione, Massimo Pironi: “Oggi vediamo realizzato un intervento che la città e i suoi operatori di spiaggia hanno richiesto a gran voce per tanti anni. É il frutto, innanzitutto, di un metodo di lavoro e di una collaborazione che in questa regione è possibile realizzare. Alla base di quest’opera, infatti, c’è un accordo di programma che assume la difesa della costa come valore primario, nei suoi aspetti di tutela dell’ambiente, economico e sociale; un accordo che poggia sui principi di collaborazione e sussidiarietà tra la stessa Regione e i cinque Comuni della costa, di cui il nuovo sabbiodotto di Riccione è solo un aspetto. Non intendo certo spegnere gli entusiasmi per quest’opera. Vorrei però che ci fosse consapevolezza che il tema della salvaguardia del nostro litorale non trova una soluzione definitiva, che forse non esiste in natura, con il sabbiodotto. Oggi però abbiamo un importante strumento in più per dare maggiori certezze e tranquillità agli operatori, in un quadro di compatibilità economica e rispetto per gli equilibri ambientali”.

Una condotta sotterranea di 315 millimetri di diametro è stata posata sotto il livello della spiaggia a circa un metro di profondità. La miscela di acqua e sabbia (in percentuale del 15-20%) viene aspirata dalla draga, di proprietà del Comune di Riccione, collocata all’imboccatura del porto canale; poi viene fatta refluire, attraverso i 25 pozzetti posizionati lungo la condotta (3 a nord e 22 a sud del porto canale), nelle aree in cui l’erosione marina consuma le quantità maggiori di sabbia. La draga, grazie a tubazioni flessibili e galleggianti, ha un raggio d’azione di 150-200 metri di distanza dal porto; lungo la linea sud, a 1.600 metri dal porto canale, all’altezza di piazzale San Martino è stata collocata la stazione di rilancio (booster), in gran parte interrata e dotata di una pompa alimentata da un motore da 550 cavalli, che consente di portare la miscela di acqua e sabbia fino al confine con Misano, quindi per altri 1.700 metri.

Per il ripascimento l’amministrazione comunale di Riccione utilizzava già le sabbie dragate all’imboccatura del porto canale, ma il sistema finora adottato prevedeva la formazione di vasconi di raccolta, il carico, il trasporto con camion e la distribuzione della miscela con pale meccaniche. Il nuovo impianto aumenta l’efficacia e diminuisce l’impatto ambientale delle operazioni, grazie al trasporto in condotta interrata con rifluimento diretto, che permette di sfruttare il quantitativo costante di materiale all’imboccatura del porto, quantificabile in circa 10-15 mila m3 all’anno.
 

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