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"Lucciole" costrette a pagare per prostituirsi: sgominata banda a Riccione

Disarticolato dai Carabinieri dell'Aliquota Operativa di Riccione un sodalizio dedito al favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e alle estorsioni

Disarticolato dai Carabinieri dell'Aliquota Operativa di Riccione un sodalizio dedito al favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e alle estorsioni. Il bilancio dell'operazione, denominata "Squillor", alla quale hanno collaborato anche i militari di Rimini e Ravenna, si è conclusa con quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere. Le manette sono scattate per tre romeni, un 25enne giò noto anche per tentato omicidio, la sorella 27enne, un connazionale di 23 anni ed un albanese 24enne, tutti noti alle forze dell'ordine.

Le indagini sono partite da un'aggressione avvenuta in una notte del luglio scorso ai danni di una prostituta rumena in zona Marano. Nella circostanza, la ragazza era stata aggredita da 4 persone, tra cui una donna,. Dopo essere scesi da un’auto di grossa cilindrata, l'hanno picchiata con calci e pugni. Nell’occasione uno degli aggressori l'aveva minacciata con parole del tipo: “da domani in poi non starai più a lavorare in strada a Rimini e a Riccione senza pagare, perché se ti prendo che lavori senza pagare, vedrai cosa ti succede ancora”.

I primi Carabinieri giunti sul posto hanno accertato che l'aggressione era scaturita a seguito del rifiuto della donna di versare una percentuale sui propri guadagni per continuare a lavorare in quella zona. Accertato ciò, la donna, dopo essersi fatta medicare per le lievi ferite, è stata accompagnata in caserma, dove ha sporto denuncia per estorsione contro ignoti. Fin da subito gli uomini dell'Arma hanno individuato gli aggressori. L'inchiesta ha permesso di identificare una decina di prostitute “protette” dall'organizzazione, e l’individuazione, giorno per giorno, dell’area di prostituzione sotto il loro controllo.

Nel corso dell’ultimo anno la Compagnia Carabinieri di Riccione ha speso molte energie nella lotta alla prostituzione, sia con servizi di prevenzione e repressione su strada, con numerose denunce sfociate anche in arresti per false attestazioni a pubblico ufficiale. Il tutto grazie ad importanti attività investigative, tra cui la più note denominate “Misano Connenction” e “Tacchi a Spillo”, a cui vanno aggiunti la chiusura di un centro massaggi cinese a Riccione e l’arresto a Coriano di una casalinga per favoreggiamento alla prostituzione in casa. 

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