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Chiuso centro massaggi hard, tariffe praticate in base alla ricchezza dei clienti

Sigilli nella struttura riccionese gestita da una cinese 35enne che è finita in manette. Innovativa la formula per applicare i sovrapprezzi delle prestazioni sessuali

Risvolti grotteschi quelli emersi dall'operazione dei carabinieri di Riccione denominata "Tai Chi" che ha permesso di mettere i sigilli, giovedì sera, a un centro massaggi a luci rosse della Perla Verde. Il blitz, che prende il nome dalla struttura finita sotto sequestro, ha visto finire in manette la cinese 35enne che gestiva il centro di viale Veneto che offriva, ai clienti, un lieto fine dopo i massaggi rilassanti. La particolarità dell'operazione è che, per le prestazioni "extra" le tariffe applicate variavano in base allo status economico dei clienti. I più abbienti, per essere masturbati dopo i trattamenti relax, arrivavano anche a pagare 60 euro per la prestazione mentre, chi aveva un tenore di vita più basso, spendeva appena 20 euro. Il Tai Chi, aperto a Riccione nel luglio del 2013, aveva fin da subito attirato una clientela molto varia fatta di gioiellieri, imprenditori edili e professionisti che arrivavano anche da fuori provincia per i massaggi a luci rosse. A far insospettire gli inquirenti dell'Arma, oltre alle segnalazioni dei vicini che si lamentavano per il continuo via vai dei clienti fino a tarda sera, anche la pubblicità del centro su internet che era particolarmente osè per un normale centro benessere.

Sono quindi iniziati una serie di appostamenti con i carabinieri che, una volta usciti, hanno fermato vari clienti i quali hanno candidamente ammesso le particolari prestazioni delle ragazze e le tariffe. Alle 20 di giovedì è quindi scattato il blitz con i militari dell'Arma che si sono presentati alla porta del Tai Chi e, dopo una blanda resistenza della tenutaria, sono riusciti ad entrare pizzicando un cliente che si stava ricomponendo. La perquisizione del centro ha permesso di sequestrare 2500 euro in contanti, guadagnati in appena tre giorni di massaggi, oltre a una serie di liste con i nomi dei clienti e le relative prestazioni richieste. Quattro le massaggiatrici scoperte all'opera, tutte di nazionalità cinese e regolari in Italia, con un'età tra i 27 e i 32 anni. All'interno del centro, inoltre, è stato scoperto che la tenutaria aveva alllestito un vero e proprio miniappartamento di due vani dove viveva. Per la donna sono quindi scattate le manette con l'accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione mentre, per la realizzazione del miniappartamento, è scattata una segnalazione agli uffici tecnici del Comune di Riccione per verificare la destinazione d'uso dei locali.

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