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Riccione, un aiuto alle famiglie meno abbienti per pagare le bollette dell’acqua

Nel riparto tra i comuni della provincia, l’Agenzia territoriale dell’Emilia Romagna per i servizi idrici e rifiuti ha assegnato al Comune di Riccione la somma di 55.652,52 euro per sostenere le famiglie a basso reddito nel pagamento delle bollette dell’acqua potabile per gli 2011 e 2012

Nel riparto tra i comuni della provincia, l’Agenzia territoriale dell’Emilia Romagna per i servizi idrici e rifiuti ha assegnato al Comune di Riccione la somma di 55.652,52 euro per sostenere le famiglie a basso reddito nel pagamento delle bollette dell’acqua potabile per gli 2011 e 2012. Dopo aver ridefinito i criteri per poter accedere ai rimborsi, aumentando da 9 mila a 10 mila euro il reddito ISEE del nucleo famigliare, l’Amministrazione comunale ha emanato il bando per la formazione della graduatoria degli aventi diritti al contributo.

Le domande andranno presentate all’Ufficio protocollo del Comune a partire dal 9 settembre e fino all’11 ottobre 2013, sia a mano che tramite raccomandata o Posta elettronica certificata (comune.riccione@legalmail.it). Possono partecipare al bando per l’erogazione dei sussidi le persone che risultino essere in possesso di un valore ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) non superiore a euro 10.000. Per la dichiarazione ISEE il richiedente può rivolgersi ai CAF Centri cittadini di assistenza fiscale.

Per ogni informazione e per la compilazione dei moduli ci si potrà rivolgere all’Ufficio assistenza e casa del Comune di Riccione in via Flaminia n° 41 a San Lorenzo (lunedì martedì venerdì dalle ore 8.30 alle ore 13.30, il giovedì dalle ore 8.30 alle 13.30 e dalle 14 alle 17, tel 0541/428911-909.) I rimborsi saranno assicurati fino ad esaurimento dei fondi disponibili. A parità di ISEE si terrà conto del numero di componenti del nucleo familiare.

Il rimborso verrà concesso nella misura del 75% del totale delle bollette dell’acqua già pagate negli anni 2011 e 2012, fino ad un massimo di euro 200 per ogni singola annualità. L’Amministrazione comunale controllerà la veridicità delle dichiarazioni sostitutive rilasciate dai richiedenti. Dichiarazioni false o mendaci sono punite ai sensi del codice penale e comportano la decadenza dell’eventuale contributo assegnato.

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