Cronaca

Ricorso inammissibile, la Cassazione conferma la condanna dello stupratore Guerlin Butungu

Il congolese, capo del branco, dovrà scontare i 16 anni ai quali era stato condannato in Appello

I giudici della Corte di Cassazione hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Guerlin Butungu, il congolese capo del branco degli stupratori di Miramare, e confermato la condanna dell'Appello a 16 anni di reclusione. Si conclude così, dopo poco più di 2 anni, una delle pagine di cronaca nera che hanno sconvolto di più Rimini con una vicenda che ha lasciato profondamente il segno sulla città. L'avvocato Enrico Graziosi, che curava gli interessi della transessuale peruviana una delle vittime della banda di stupratori, ha espresso soddisfazione per la decisione della massima corte. Una vicenda iniziata il 26 agosto del 2017 quando due turisti polacchi, un ragazzo e una ragazza, erano stati aggrediti dal branco sulla spiaggia di Miramare con il giovane pestato a sangue e lei violentata a turno da Butungu e da tre minorenni stranieri. Una banda che, non sazia di quanto avevano commesso, la stessa notte aveva usato violenza anche su una transessuale peruviana che si prostituiva sulla Statale 16. La vicenda aveva suscitato un fortissimo clamore mediatico e, le indagini serrate, avevano visto gli inquirenti riuscire a stringere un cerchio intorno ai quattro.

Notte di orrore sulla spiaggia di Rimini

Fondamentale era stato l'identikit, realizzato dall'assistente capo della polizia di Stato Elena Pagani in forza alla Scientifica di Ancona su indicazioni della transessuale, che aveva ricostruito minuziosamente il volto del congolese. Un ritratto che, poi, si è rivelato identico al 98% alle fattezze di Butungu. La svolta all'inchiesta era arrivata il 2 di settembre quando, oramai alle strette, due dei minorenni si erano resi conto di essere stati smascherati e si erano costituiti ai carabinieri. Dal loro racconto è stato quindi possibile ricostruire l'intera vicenda con la polizia che aveva così catturato anche il terzo ragazzino ma, all'appello, mancava proprio il capobranco. La latitanza di Butungu, tuttavia, era durata solo altre poche ore e all'alba del 3 settembre era stato intercettato su un treno, diretto al nord, e ammanettato.

Processato a Rimini, il congolese era stato condannato a 16 anni in primo grado con la pena confermata anche dalla Corte d'Appello. Mano leggera, invece, del gip del Tribunale dei Minori che aveva condannato i tre ragazzini complici del congolese, due fratelli marocchini di 15 e 17 anni e un 16enne nigeriano a 9 anni e 8 mesi di reclusione, 12 quelli chiesti dal pubblico ministero. I giovanissimi avevano potuto contare sullo sconto di pena pari a un terzo, in quanto avevano scelto il rito abbreviato, e dell’attenuazione genericamente prevista per gli imputati di età inferiore a 18 anni (un altro terzo). Una combinazione, quindi, che aveva visto le pene già dimezzate in partenza.

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