Rifiuti, Renzi (FdI): "Gnassi vota contro la mia proposta di soppressione della tassa"

"E' un'ermegenza economica e sociale e l'amministrazione non può limitarsi a far slittare il pagamento al 31 luglio, ma deve ridurre la tassa al 100%".

Gioenzo Renzi (foto d'archivio)

Il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Gioenzo Renzi interviene e attacca il Comune sulla questione Tari. "Di fronte ad una devastante situazione economica, che non ha precedenti, dovuta alla chiusura delle attività economiche, imposta da Decreti e Ordinanze del Presidente del Consiglio, del Presidente della Regione e del Sindaco, nel Consiglio Comunale di giovedi, la maggioranza Gnassi, ha votato contro la mia proposta di riduzione straordinaria della Tassa Rifiuti (TARI) per il periodo di mancato svolgimento delle attività. Nonostante il grave “stato di necessità” hanno respinto l’emendamento al Regolamento Comunale della Tassa Rifiuti, proposto dal sottoscritto, con l’inserimento del nuovo Art. 19 Bis “Riduzione tariffaria per emergenza straordinaria”.

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L’articolo proponeva testualmente “la riduzione del 100% della Tariffa per il periodo di mancato svolgimento delle attività economiche ordinato dalle Autorità Istituzionali per ragioni di emergenza straordinaria sanitaria o altro. La suddetta riduzione avviene a richiesta dell’interessato e decorre, nell’anno in corso, dalla cessazione ordinata dell’attività”. E’ inconcepibile che le imprese debbano pagare la Tassa Rifiuti per il periodo di cessazione ordinata delle attività e della conseguente inesistente produzione del rifiuto. Ricordo che la Tariffa viene applicata nel rispetto del principio “chi inquina paga” ed è commisurata alle quantità di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia delle attività svolte, nonché al costo dei servizi sui rifiuti. Sottolineo che alla chiusura temporanea delle attività economiche corrisponde la mancata produzione del rifiuto, l’interruzione del servizio di conferimento e smaltimento del rifiuto, la diminuzione dei costi di gestione. Sulla base di queste ragioni la Tassa Rifiuti per il periodo di chiusura delle attività non può essere imposta, nel rispetto del principio di giustizia contributiva. Ritengo improprio, che il gestore, HERA, possa richiedere il pagamento per un servizio non espletato. A maggior ragione anche il “colosso” che ha la gestione in “monopolio” dei rifiuti, con utili d’esercizio milionari (tra i cui soci a maggioranza pubblica c’è anche il Comune di Rimini), dovrebbe “fare i conti” con l’attuale situazione di drammatica emergenza economica e sociale. Ma deve essere, innanzitutto, l’Amministrazione Comunale di Rimini a fare la sua parte, non limitandosi alla proroga della Tassa Rifiuti al 31 Luglio, ma consentendo subito, alle attività forzatamente chiuse, la riduzione al 100% della Tassa Rifiuti per il periodo di mancato svolgimento delle attività economiche.

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