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Cronaca

Rilasciato dopo l'arresto a Rimini, nuovamente in manette il boss della mafia turca

Era già stato al centro di un braccio di ferro tra Italia e Turchia per l'estradizione poi negata dalla Corte d'Appello di Bologna

È in corso dalle prime ore di mercoledì mattina, una vasta operazione, antiterrorismo e anticriminalità organizzata, delle forze dell'ordine e dell'Interpol contro la mafia turca radicata in diverse città europee che ha portato a un nuovo arresto per il boss Baris Boyun. Il 40enne di origini curde, nei confronti del quale era stato emesso un mandato d'arresto europeo per i reati di omicidio, lesioni, minacce, partecipazione a un'associazione per delinquere e traffico d'armi, era finito in manette una prima volta a Rimini nel gennaio del 2023 quando era stato scovato in un hotel di Marina Centro dove aveva preso alloggio con false generalità e trovato in possesso di una pistola calibro 9x19 marca “Glock”, con doppio caricatore e 14 cartucce 9x19 con ogiva blindata, catalogabili come munizionamento “da guerra”. Un'arma ritenuta clandestina, in quanto non censita sul catalogo Nazionale delle Armi, risultando inoltre oggetto di segnalazione della Polizia Tedesca per fatti accaduti su quel territorio. In suo possesso erano stati trovati anche documenti d’identità falsi, alcuni smartphone e altro materiale di interesse investigativo.

In seguito a quell'arresto, nel marzo dello stesso anno la Corte d'Appello di Bologna aveva negato l'estradizione in quanto per i giudici non sussistevano le condizioni per accogliere le richieste avanzate dalla Turchia nei confronti del 40enne, difeso dagli avvocati Matteo Murgo e Antonio Buondonno. Boyun aveva sostenuto di essere in realtà un perseguitato politico curdo che aveva già chiesto protezione internazionale all'Italia. La difesa aveva depositato una documentazione di Amnesty e Human Right Watch sul trattamento riservato in Turchia ai detenuti politici e dettagli sulle aggressioni subite dal suo assistito e dalla sua famiglia, che lo portarono a trasferirsi in Georgia. Questa volta il 40enne è stato arrestato in provincia di Viterbo, dove si trovava ai domiciliari, insieme ad altre 17 persone ritenute appartenenti al clan criminale. È accusato dalla Dda di Milano di associazione per delinquere finalizzata al terrorismo e al traffico d'armi. Nei confronti di Boyun era stato emesso un mandato d'arresto europeo per omicidio, lesioni, minacce, partecipazione a un'associazione per delinquere e traffico d'armi. Recentemente il presidente turco Recep Tayyp Erdogan aveva chiesto alla premier Giorgia Meloni, durante il suo viaggio istituzionale in Turchia.

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