Rimborsopoli a 5 stelle, il legale della Sarti: "Non ha mentito, aspettiamo decisione Gip"

L'avvocato Fabio Repici: "Bogdan gestiva in piena autonomia il conto bancario della deputata e decise da sè di non inviare alcuni bonifici al fondo per il microcredito"

"E' di oltre un mese fa la decisione della Procura di Rimini di chiedere l'archiviazione della denuncia della mia assistita Giulia Sarti nei confronti dell'ex fidanzato Andrea Tibusche Bogdan. Questi, come è stato accertato, gestiva in piena autonomia il conto bancario della deputata e decise da sè di non inviare alcuni bonifici al fondo per il microcredito. La Procura ha ritenuto che non fossero condotte per le quali esercitare l'azione penale. Attendiamo con serenità e fiducia le determinazioni del gip". Così l'avvocato della deputata M5s Giulia Sarti, Fabio Repici, in una nota diramata a seguito degli articoli sulla vicenda emersi sulla stampa locale. Il legale ha aggiunto: "Il pm ha ritenuto di accontentarsi delle giustificazioni abborracciate dalla persona sottoposta a indagini, concludendo che non c'è prova della colpevolezza dell'indagato -così anticipando alle indagini una valutazione che il codice di procedura penale riserva al dibattimento- perchè la denunciante, se avesse voluto, avrebbe potuto controllare le operazioni sul suo conto corrente sicuramente fatte, anche secondo il pm, dall'indagato". Ma, sarà il gip a valutare "se questa prospettazione possa essere condivisibile". Intanto, specifica Repici, "di certo risulta pure dagli accertamenti espletati dalla Procura che ciascuna delle affermazioni fatte da Giulia Sarti corrisponde al vero, mentre le giustificazioni dell'indagato, anche in relazione a ulteriori ammanchi di denaro, scoperti dalla mia assistita solo in esito alle indagini, sono state fondate sulle sue sole parole", sottolinea Repici.

La vicenda dei rimborsi del M5s

La mancata opposizione alla richiesta di archiviazione nei confronti dell'ex fidanzato Andrea Tibusche Bogdan, avvenuta "su mio consiglio, trova spiegazione nella volontà di rimettersi alle valutazioni che farà il giudice su tutte le prove documentali che abbiamo consegnato all'autorità giudiziaria, evitando al contempo di mostrare animosità nei confronti di una persona alla quale Giulia Sarti è stata legata sentimentalmente per anni". Insomma, il caso non è ancora chiuso. "E, infatti, la circostanza che lascia più amarezza personale" a Sarti "consiste nella tesi, convalidata o comunque non smentita dal pm, che l'indagato fosse un collaboratore di Sarti, anzichè il suo fidanzato convivente. Anche sulla verosimiglianza di ciò sarà il gip a esprimersi", conclude Repici.

Le reazioni politiche alla vicenda

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