Riminese sfigurato dal chiurgo plastico dei Vip durante un'operazione estetica

Nel corso di un banale intervento di lipolaser, il professionista avrebbe commesso un fatale errore che ha provocato una profonda ferita al mento che si è poi infettata. Denunciato sia il medico che ha esiguito il trattamento che il titolare della clinica

Quello che doveva essere un banale intervento estetico si è rivelato un vero e proprio calvario per un riminese 40enne che, nel novembre del 2012, si era rivolto a un noto medico milanese che opera proprio istituto dermoestetico di Milano. Il riminese, imprenditore nel mondo dell'editoria e dello spettacolo oltre ad agente di personaggi famosi, aveva deciso di eseguire un lipolaser al mento ma, durante il procedimento, qualcosa è andato decisamente storto tanto da riportare una invalidità permanente certificata al sottomento. Il 40enne, per l'operazione, aveva deciso di rivolgersi a un noto professionista che, in passato, ha eseguito dei trattamenti estetici su molti personaggi famosi. "Il 26 Novembre 2012 - racconta il paziente - mi sono recato presso l'ambulatorio di Milano dove, senza che il medico mi sottoponesse a visione alcun tipo di informativa per il consenso informato all'intervento, senza visionare analisi del sangue, senza chiedermi se fossi allergico a qualcosa, e soprattutto senza la redazione di alcuna cartella medica ha iniziato a sottopormi all'intervento, seppur io continuassi a fare domande e quesiti sui potenziali rischi".

"Sono così stato sottoposto ad un intervento di quello che viene chiamato lipolaser - prosegue il 40enne - ma non dal titolare del centro estetico con il quale avevo parlato. A sorpresa si è presentato un medico non avevo mai visto senza nessuna possibilità per me di prendere quindi informazioni su quello che, poi, venni a sapere essere un chirurgo estetico senza troppi anni di esperienza. Quest'ultimo effettuò quello che poi ho capito essere un delicato intervento. Durante l'operazione il medico si è perso in chiacchiere con persone che non potevo vedere bene in quanto ero con occhi bendati e ha lasciato lo strumento, quello utilizzato per sciogliere il grasso sotto pelle, accidentalmente per diversi secondi fermo in un punto preciso sotto il mento, provocandomi forte dolore seppure io fossi sotto forte anestesia locale. Il medico, ai miei lamenti, aveva minimizzato la cosa dicendo che era tutto nella norma. Per diverso tempo, anche a seguito dell'intervento, ho continuato a sentire un forte dolore, con perdita di sangue e liquidi viscidi e maleodoranti dalla parte, quando in realtà, non avrebbero dovuto esserci ne ferite ne lesioni. A seguire, sia il titolare del centro estetico che il medico che mi aveva operato hanno continuato a tranquillizzarmi con sms e messaggi sul fatto che pur avendo commesso un errore durante l'intervento comunque non sarebbe rimasto alcun segno o ferita. A tal proposito il medico che mi aveva operato​ mi ha invitato a recarmi nuovamente a Milano, per sottopormi ad un successivo intervento, per sistemare quelli che riteneva essere piccoli dettagli affinché non rimanesse alcunchè di visibile. Preciso che un intervento di lipolaser, dopo cinque minuti dall'intervento, non dovrebbe lasciare alcun tipo di segno mentre invece, dopo ben un mese, si vedeva ancora una ferita infettata con diametro pari a una moneta da un euro".

"Dopo diversi mesi - conclude l'imprenditore riminesesempre rassicurato da chi mi aveva operato con messaggi scritti sul fatto che nulla sarebbe rimasto visibile, accorgendomi invece che le ferite continuavano a lasciare visibili cicatrici e problemi estetici evidenti come una cicatrice sottopelle che parte dal mento e percorre tutto il collo, una grande cicatrice sottomento dove il dottore mi bruciò erroneamente, due buchi laterali sotto le mandibole, ho consultato un importante perito specialista, il quale il 13 giugno 2013 dopo ben 7 mesi mi ha spiegato con una perizia che ciò che avevo subito sarebbe stato permanente, con invalidità accertata. A fine giugno, preso atto che quanto accadutomi non avrebbe avuto soluzione come mi venne invece promesso dai medici di Milano, e appreso che le lesioni subìte erano di gravità rilevante, ho chiesto alla magistratura, con denuncia querela, che i responsabili venissero perseguiti per il reato di lesioni colpose, eventualmente nelle forme aggravate e per ogni altro reato si dovesse ravvisare nei fatti accaduti. Mi sono altresì rivolto allo Studio Legale De Sio di Rimini, per promuovere azione in sede civile per ottenere il risarcimento dei danni che ho patito e che patirò, soprattutto in quanto operante nel settore della comunicazione, dove l'immagine è questione di fondamentale importanza".

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