Gino Vignali torna sul luogo del delitto con il secondo romanzo ambientato in Riviera

Lo scrittore presenta al Fulgor un duplice omicidio in chiave riminese, affiancato dal comico Gene Gnocchi

Lo scrittore Gino Vignali, autore di Zelig e Smemoranda, torna a Rimini con una nuova doppia indagine nel secondo romanzo "Ci vuole orecchio" che presenta al cinema Fulgor il 30 marzo alle 18, in compagnia del comico Gene Gnocchi. Il libro è uscito il 21 marzo per Solferino editore, in copertina un tendone da circo che strizza l'occhio alle atmosfere felliniane.

L'autore, di origini riminesi, oltre a possedere una casa a Marina Centro, ha deciso di ambientare qui i suoi romanzi gialli che hanno per protagonista una donna, Costanza Confalonieri Bonnet, "Connie", vice questore milanese, a capo della Squadra mobile di Rimini. Di ricca famiglia, bella e spigiliata, Connie vive al Grand Hotel e indaga con intelligenza e arguzia sui crimini della Riviera.

In questa nuova avventura, ambientata nel presente, Connie è impegnata su una doppia indagine: i resti di una donna trovati in un trolley in mare (la valigia purtroppo richiama un caso di cronaca avvenuto realmente a Rimini), un mucchio di ossa forse appartenenti a una bambina, e l'uccisione a bruciapelo di una ricca ereditiera, commesso da un assassino capace di eludere le telecamere. L'omicidi è messa sotto torchio per scoprire la verità.

La situazione non è facile per il questore, ma al suo fianco c'è sempre la sua squadra vincente formata dall'agente scelto Cecilia Cortellesi, il vice sovrintendente Emerson Leichen Palmer Balducci e l'ispettore capo Orlando Seneca Appicciafuoco. Rispetto al primo romanzo, "La chiave di tutto", qualcosa è mutato, Cecilia ed Emerson si sono infatti messi insieme. Invece, sul fronte amore Connie l'abbiamo lasciata alle prese con la relazione con il sindaco della città, e qui i lettori dovranno scoprire come procede la love story.

Gino Vignali che, in coppia con Michele Mozzati, ha dato vita al duo Gino&Michele, autori dell'agenda Smemoranda e di Zelig, ha deciso di ambientare la sua quadrilogia letteraria a Rimini perché era una città che mancava nella mappa del crimine letterario, ma anche perché la ritiene interessante fuori dalla stagione estiva (il primo libro era ambientato in inverno, questo in primavera) e forse per le origini di Vignali. La sua mamma era riminese e qui ha una casa al mare dove spesso si rifugia.

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Un nuovo bridivido avvolge la città, tra giallo e ironia.

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