Rimini a domicilio: la cura del medico per le persone che desiderano la spesa a casa

Un medico di famiglia ed un creator manager creano un gruppo Facebook per aiutare le persone a trovare le attività riminesi che offrono consegna a domiclio. È boom di iscritti

Tutto è iniziato da una telefona e dalla voglia di far qualcosa di utile in questo momento di difficoltà.
Così Marcello Lombardi, 37 anni a maggio, medico di famiglia ed il coetaneo e amico Michele Pari, Creative manager hanno dato vita al Gruppo Facebook “Rimini a domiclio”.

L’idea è venuta a Marcello mentre la mano operativa è di Michele. Il medico con una lunga storia familiare di commercianti alle spalle si è tolto per un attimo il camice bianco, si è messo dalla parte delle aziende e delle utenze e con la moglie si è chiesto quali fossero le attività che garantissero il servizio a domicilio dopo la chiusura dell’intera provincia a causa del virus.

Da qui, li è venuta l'idea, ha preso in mano il cellulare ed ha creato il gruppo Facebook “Rimini a domicilio” un po’ per gioco, un po’ per dare un servizio utile ai riminesi. Ha subito coinvolto il suo amico Michele per curarne la gestione mentre per moderare i post ha chiamato Micael Frisoni e Camilla Olivieri.

Il gruppo è nato il 26 marzo e ad una settimana dell’apertura conta oltre 8400 iscritti che aumentano di ora in ora. Di questi il 71% sono donne, il 27% sono uomini. Fino ad oggi ci sono stati quasi mille post da parte delle aziende. L’obiettivo del gruppo è quello di mettere in comunicazione le imprese che fanno consegne a domicilio e utenti che cercano questo tipo di servizio.

Pensavate di ottenere tutto questo successo? 

Marcello: Sinceramente no! Mi è venuto in mente dal niente di creare questo gruppo Facebook e l’ho fatto. Ho invitato un po’ di contatti fra gli amici, poi c’è stato il passaparola e il gruppo è decollato. Ho scelto come amico e collaboratore Michele Pari che conosce l’ambito.

Michele: Marcello mi ha chiamato un giorno dicendomi che aveva aperto questo gruppo e se potevo aiutarlo perché non si intendeva molto di social. Così tutto è iniziato, senza aspettative o pretese. Siamo rimasti sorpresi dalla velocità di crescita. Non immaginavamo tutti questi iscritti. 

Come mai un gruppo e non una pagina?

Marcello: Per creare qualcosa di più intimo. Poi ho pensato che sul gruppo, forse, le persone interagiscono di più.

È un gruppo aperto, ma con delle regole

Marcello: Sì. È un gruppo aperto. Però adesso per aderire abbiamo messo qualche regola e alcune domande a cui rispondere per agevolare le ricerche degli utenti. Quando la richiesta è completa la approviamo, in più approviamo anche le domande dei singoli utenti per dare maggiore interazione e vivacità al gruppo. 

Michele: Abbiamo deciso di mettere delle regole per dare un ordine alle ricerche e spazio a tutti. Ogni attività può pubblicare un solo post al giorno nel limite del possibile. Per entrare nel gruppo chiediamo di rispondere ad alcune domande che riguardano il tipo di attività, servizio offerto e zona di consegna (perché alcuni hanno dei limiti non arrivano in tutta la provincia) e modalità di contatti e pagamento. In questo modo il post è così completo. Noi abbiamo dato come riferimento Rimini e una quarantina di chilometri come raggio, quindi da Riccione a Bellaria passando Rimini e Santarcangelo. 

Il gruppo ha un motto, Marcello ce lo può dire? 

Marcello: Come immagine di profilo ho voluto mettere l’Arco d’Augusto con la frase “Tin bòta”. Da lì ho detto: “Rimini Tin bòta”. E questo è diventato il nostro motto. Fra l’altro ho scoperto che esiste un gruppo di volontariato che si chiama “Team Bota Rimini”. Si tratta di ragazzi che aiutano tutte le persone in difficoltà. Anche se non in linea con l’obiettivo del gruppo ho voluto approvare un loro post per dare visibilità a questi ragazzi.  

Avete qualche richiesta o aneddoto simpatico da condividere?

Marcello: mi viene in mente il post di una signora per il suo cucciolo di cane di 3 mesi che aveva il muso gonfio. Ha chiesto se ci fosse un veterinario disponibile. Lì si è scatenata una gara di solidarietà nelle risposte.

Michele: sono stato contattato da un ragazzo che non vedevo da diverso tempo che produce pasta fresca. Mi ha chiesto se fossi io uno degli ideatori del gruppo, mi ha ringraziato e mi ha detto andarlo a trovare quando tutto finirà perché vuole regalarmi un chilo di strozzapreti.

Dopo questa emergenza il gruppo rimarrà aperto?

Marcello: Sì rimarrà aperto anche perché, secondo me, questa epidemia cambierà le abitudini di molte persone. Sicuramente la gente avrà voglia di uscire, ma le modalità per fare la spesa o ricevere a casa per esempio cartoleria, fiori o altro continuerà con la consegna a domicilio. 

Michele: Ci piacerebbe dar seguito perché ci ha sorpreso. Da un lato ci fa piacere perché a volte ci chiamano anche i produttori per ringraziarci perché vendono, quindi fa molto piacere in un momento così. Dall’altro ci piacerebbe trovare un modo per dar seguito alla pagina. Magari con una raccolta fondi o qualcosa di simile. È ancora tutto in divenire perché ogni giorno ci viene in mente un’idea e poi proviamo a svilupparla con le nostre risorse.

Marcello, lei è un medico di famiglia come concilia il suo lavoro con questo nuovo impegno?

Faccio il medico a tempo pieno. Del gruppo mi occupo la sera. Per questo motivo ho “arruolato” 3 amici che mi aiutano (Michele Pari, Micael Frisoni e Camilla Olivieri). Mi occupo dei miei pazienti tra di loro ci sono una decina di positivi al Covid. Per il resto continuo a lavorare. Ora il mio lavoro è, soprattutto, telefonico.

Come state vivendo questo momento?

Marcello: Come tutti. Rispettiamo le regole imposte dal Governo e dalla Regione e speriamo che finisca presto. Vivo con empatia la situazione dei miei pazienti positivi al coronavirus che si trovano a casa. Cerco di fare il possibile per tutti.

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Michele: In casa come tutti cercando di fare, ugualmente, il possibile. Quello che riusciamo a fare in più lo facciamo molto volentieri. Ci tengo a dire che il gruppo "Rimini a domicilio" lo abbiamo creato senza alcun interesse che non sia quello di mettere in contatto imprese che fanno consegne a domicilio con gli utenti che cercano questo servizio. Lo facciamo con piacere.  
 

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